Tra fascino e mistero a Cosenza le ricerche tesoro Alarico

Composto da 25 tonnellate oro e 150 argento, indagini geofisiche

 A Cosenza tra mito e leggenda parte la caccia al tesoro di Alarico. Si tratta di 25 tonnellate di oro e 150 tonnellate d'argento che il re dei Goti riuscì a trafugare dopo aver espugnato Roma nell'agosto del 410 dopo Cristo. Ora si cerca di ritrovare quel tesoro tanto misterioso attraverso l'uso delle nuove tecnologie. Al centro delle ricerche il fiume Busento dove Alarico fu seppellito insieme al suo cavallo, alla sua armatura ed al suo tesoro. Il re dei Goti, dopo un lungo assedio, riuscì a mettere a ferro e fuoco Roma saccheggiandola di ogni ricchezza e poi ripartì verso il Sud per giungere in Calabria, da dove voleva raggiungere l'Africa passando per la Sicilia. Ma una tempesta fece naufragare le navi sulle quali si erano imbarcati i barbari e Alarico preferì attendere in Calabria il ritorno della bella stagione per affrontare il viaggio. Poco dopo, però, si ammalò e morì. I Goti seppellirono il loro re con tutti gli onori nel letto del fiume Busento assieme al suo cavallo, alla sua armatura e al suo tesoro. Per impedire che la tomba del grande re dei Goti venisse profanata, si deviò il corso del fiume utilizzando migliaia di schiavi che al termine dei lavori furono trucidati allo scopo di non lasciare nessun testimone della sepoltura. Oggi l'amministrazione comunale di Cosenza guidata dal sindaco Mario Occhiuto ha avviato, così come avevano fatto altri suoi predecessori, una nuova stagione di ricerche. Si riparte dal ponte Mario Martire, alla confluenza del Busento e del Crati, punto di passaggio dalla città vecchia alla nuova, e si risale per quattro chilometri lungo il corso del fiume. Georadar e droni i sistemi tecnologici utilizzati per le indagini geofisiche che servono ad analizzare il terreno circostante.
   

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