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(ANSA) - BELGRADO, 11 MAR - Dopo il Belgio, anche la Svezia
si e' detta allarmata per l'impennata nelle richieste di asilo
da parte di cittadini serbi, in larga parte di etnia albanese e
rom.
''In Svezia vi sono al momento 770 cittadini serbi, in
maggioranza rom, che chiedono asilo politico'', ha detto
l'ambasciatore svedese a Belgrado Krister Bringeus citato oggi
dal quotidiano Danas. ''A nessuno di loro - ha aggiunto - verra'
concesso l'asilo, e tutti verranno rimpatriati nei prossimi
giorni con procedura d'urgenza''.
Secondo il diplomatico, tutti i 770 cittadini serbi
richiedenti asilo sono entrati in Svezia negli ultimi due mesi,
e il loro numero e' pari a quello dei serbi giunti in Svezia nel
corso dell'intero scorso anno. ''Noi siamo fortemente
preoccupati per tale situazione'', ha affermato l'ambasciatore
svedese.
Il Belgio ha deciso di rimpatriare tutti i serbi - alcune
centinaia - arrivati nel Paese con l'intenzione di chiedere
asilo, e un primo autobus con a bordo una cinquantina di persone
e' atteso in serata a Presevo, nel sud della Serbia, la regione
a grande densita' di popolazione albanese da dove parte la
maggioranza degli emigrati.
Il ministro dell'Interno serbo Ivica Dacic, parlando oggi in
parlamento, ha detto che Belgrado si impegna a riprendersi tutti
i connazionali che hanno presentato domanda di asilo in vari
paesi Ue, sulla base degli accordi di riammissione conclusi con
tali paesi. Il ministro ha aggiunto che il governo aprira'
un'inchiesta sul fenomeno delle partenze in massa verso i paesi
Ue. Precisando che i richiedenti asilo sono circa 400 (serbi e
macedoni) in Belgio e 500 in Svezia, Dacic ha invitato i suoi
connazionali a rendersi conto che la liberalizzazione dei visti
(decisa lo scorso 19 dicembre) non significa diritto a ottenere
asilo e permesso di lavoro.(ANSA).
QN
11/03/2010 15:37
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