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(di Francesco Cerri)
(ANSA) - CORDOBA, 6 MAR - Un vertice Ue-Balcani a giugno a
Sarajevo a 15 anni dalla fine della guerra per ridare forza al
processo di avvicinamento all'Europa dei paesi dell'area: i capi
della diplomazia Ue hanno accolto oggi a Cordoba la proposta
dell'Italia, controfirmata dalla attuale presidenza di turno
spagnola dell'Ue.
In un documento congiunto ai partner europei, Roma e Madrid
avevano sottolineato come la riunione di Sarajevo interverra' a
10 anni dal primo vertice di Zagabria, che aveva dischiuso la
porta dell'Europa alle repubbliche ex-jugoslave. ''La sicurezza
e la prosperita' nei Balcani influiscono sulla vita quotidiana
dei cittadini Ue'', rileva il documento, e ''la stabilita' nella
regione ha una importanza chiave per la sicurezza europea''.
A piu' di 15 anni dai terribili scontri interetnici, dai
bombardamenti di Sarajevo e Mostar, dalla strage di Srebrenica,
la situazione nei Balcani occidentali e' in buona parte
stabilizzata, grazie anche alla presenza di missioni militari
europee. Croazia, Montenegro e Macedonia hanno fatto atto di
candidatura all'Ue, Serbia e Bosnia si preparano a farlo, il
Kosovo ha raggiunto l'indipendenza, non riconosciuta pero' da
tutti nella stessa Unione. L'Italia preme da tempo perche' l'Ue
consideri prioritaria l'area balcanica. Franco Frattini,
promotore della proposta di vertice a Sarajevo, poi appoggiata
dal collega spagnolo Miguel Angel Moratinos, ha chiarito oggi
che l'incontro di Sarajevo ''dovra' fare avanzare il percorso
della regione verso l'integrazione europea''. L'Europa, che il
trattato di Lisbona rinforza nella sua politica estera, ha
aggiunto, ''deve essere la guida politica nella partita dei
Balcani''.
Al vertice di Sarajevo (la data esatta non e' ancora
fissata), probabilmente a livello di ministri degli Esteri, l'Ue
intende invitare anche Usa e Russia, i due attori globali con
forte influenza nella regione. ''Sara' un segnale politico molto
importante'', ha detto il ministro italiano, ''l'Europa
dimostrera' come puo' fare la differenza''.
Un ruolo di sostegno esterno e' invece quello che l'Ue vuole
giocare nella partita in Medio Oriente, che si riapre con l'
avvio delle trattative, per ora 'indirette', fra israeliani e
palestinesi, sotto mediazione americana. A Cordoba i 27 hanno
deciso un ''forte sostegno politico'' ai 'proximity talks' fra
il governo del premier Benyamin Netanyahu e quello del 'rais'
Abu Mazen. Gli europei, principali fornitori di aiuto economico
e umanitario ai palestinesi, vogliono premere sulla trattativa
con un rafforzamento delle relazioni con le due parti,
ma anche con una maggiore attenzione ai grandi attori
'periferici' nel conflitto, tra i quali la Siria e il Libano.
L'alto rappresentante Ue Catherine Ashton sara' in missione
nella regione a meta' mese e intende visitare anche Gaza. Lo
stesso Frattini ha confermato oggi che sara' con il presidente
Giorgio Napolitano in Siria il 17 e il 18 marzo.(ANSA).
CEF
06/03/2010 17:23
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