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  Pianeta Balcani: Jugoslavia
  MONTENEGRO: ELEZIONI, NUOVO FALLIMENTO PER DISAFFEZIONE/ANSA

(di Beatrice Ottaviano) (ANSA) - BELGRADO, 9 FEB - Al pari della Serbia, il Montenegro non riesce a eleggere un suo presidente: sono nuovamente fallite, sempre per mancanza di partecipazione, le elezioni presidenziali ripetute oggi nella piccola repubblica adriatica dopo il flop del 22 dicembre scorso. Stando a tutti gli istituti di monitoraggio, hanno votato il 47,1% dei circa 460.000 aventi diritto, superando il risultato della passata edizione (45,9%) ma ancora ben al di sotto della soglia del 50% piu' uno necessaria per validare la consultazione. Il dato non e' definitivo solo perche' il maltempo ha impedito l'apertura di alcuni seggi, dove il voto dovra' essere ripetuto. Ma le elezioni suppletive riguarderanno solo l'1,5% degli elettori, un numero che non fa la differenza. Come era avvenuto in dicembre, la causa prima del fallimento e' il boicottaggio deciso dalle opposizioni che fanno capo al Partito socialista montenegrino (Snp) di Predrag Bulatovic. Sconfitti pesantemente nelle elezioni legislative di ottobre, che avevano dato all'ex presidente e attuale premier Milo Djukanovic la maggioranza assoluta in parlamento, i socialisti sono stati invece gratificati dall'arma dell'astensione, che dipinge un Montenegro tuttora politicamente diviso a meta'. La giornata elettorale ha riservato qualche brivido nel finale. Era cominciata all'insegna della disaffezione, ma in serata, a circa un'ora e mezzo dalla chiusura, la capitale Podgorica sembrava essersi svegliata dal letargo indotto dal gelo e i cittadini avevano cominciato ad affluire ai seggi. La percentuale dei votanti era balzata verso l'alto: ma quel sussulto non e' bastato. Il candidato di punta, l'ex premier e attuale presidente ad interim Filip Vujanovic, colleziona una nuova vittoria di Pirro nonostante la percentuale bulgara dei consensi espressi, attorno all'82%. I suoi 10 rivali d'altro canto erano tutti personaggi di secondo piano, senza un reale peso politico, il piu' quotato dei quali ha di poco superato in dicembre il 3%. Ne' Vujanovic, ne' il suo mentore Milo Djukanovic, attuale premier e uomo forte della piccola repubblica, sembrano comunque preoccuparsi piu' di tanto: fra due mesi si terranno nuove elezioni, ma prima il parlamento emendera' la legge elettorale per abolire l'odiato tetto minimo di partecipazione. Piu' seccati appaiono gli elettori, molti dei quali sono stati praticamente costretti dai loro datori di lavoro a recarsi alle urne, stando alle numerose denunce. ''Bel modo di buttare via il nostro tempo e il nostro denaro'', e' stato il commento piu' diffuso fra i contribuenti dopo il nuovo fallimento. Il Montenegro rimane per ora acefalo come i fratelli maggiori serbi, che dopo due flop consecutivi hanno rimandato a tempi migliori l'istanza del nuovo presidente. Un capo di stato montenegrino d'altro canto ci sara': col varo, martedi' scorso, della nuova unione Serbia e Montenegro che ha sostituito la Jugoslavia, Podgorica potra' contare sulla presidenza dello stato comune, che verra' affidata a Svetozar Marovic. Il segnale di queste elezioni comunque non puo' piacere a Djukanovic, che grazie alle legislative si era appena lasciato alle spalle anni di governabilita' precaria: il suo piccolo regno rimane spaccato in due, e non puo' dare all'ingombrante fratello serbo la desiderata immagine di compattezza in un momento in cui Podgorica e Belgrado discutono della portata dei loro rinnovati rapporti. (ANSA) OT
09/02/2003 23:33