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  Grecia: situazione politica


QUADRO GENERALE


La Grecia ha cominciato il 2005 con un bagaglio positivo di 30 anni di democrazia repubblicana (dopo il regime dei colonnelli - 1967/74 - e il referendum del 1974 che ha abolito la monarchia) e con gli indicatori economici conformi ai parametri di Maastricht, tanto che il 19 giugno 2000 e' entrata nell'Unione monetaria europea come 12.mo Paese di Eurolandia. Dopo un lungo periodo di egemonia dei socialisti del Pasok, che durava quasi senza interruzioni dal 1981, le elezioni del 7 marzo 2004 hanno segnato una svolta politica.
La maggioranza assoluta in Parlamento e' infatti passata - grazie al premio di maggioranza - dai socialisti ai conservatori del neo premier Costas Karamanlis che ha cosi 'vendicato' la sconfitta per pochi voti di quattro anni prima. Al vertice delle priorita' per il suo governo, Karamanlis ha subito indicato il completamento dei lavori in vista delle Olimpiadi e la sempre attesa riforma della pubblica amministrazione.
Il 9 marzo 2005, ad un anno dalla sua salita al potere, il primo ministro Karamanlis ha respinto con fermezza qualsiasi critica secondo cui il suo governo non sarebbe stato in grado di mettere sotto controllo la barcollante economia del Paese ed ha ribadito che avrebbe continuato nel suo programma per ristabilire il benessere economico della Grecia dopo quella che ha definito ''la cattiva gestione'' dei suoi predecessori socialisti.
L'economia greca, ritenuta negli anni scorsi uno dei migliori esempi nell'ambito dell'Unione europea per la sua crescita annuale al di sopra della media di Eurolandia, e' stata posta sotto accusa proprio un mese dopo l'avvento al potere del conservatore Karamanlis e del suo partito Nuova Democrazia (ND).
Atene e' entrata nel mirino della Commissione europea e della Banca Centrale europea dopo che, nell'aprile del 2004, la Commissione Ue delle previsioni per il deficit pubblico assegno' alla Grecia un 3% nel 2003 e un 3,2% per il 2004.
Allora il ministero dell'economia ellenico addosso' la responsabilita' ''alla gestione irresponsabile dei socialisti'' affermando che ''le stime della Commissione confermano la gravita' dello stato delle finanze pubbliche del Paese. Noi stiamo facendo grandi sforzi per mantenere il deficit sotto al 3%. Il nostro programma prevede il ristabilimento della disciplina e della trasparenza dei conti pubblici. La situazione e' peggiore di quella descritta dai socialisti prima delle elezioni del 7 marzo''.
Il precedente governo di Costas Simitis, dal canto suo, aveva previsto un deficit dell'1,7% per il 2003 (contro il 3% della Commissione Ue).
L'Ue ha concesso alla Grecia due anni di tempo per rimettere i conti a posto. Karamanlis ha garantito che sara' fatto ed ha inoltre assicurato che il suo governo continuera' nei tagli di tutte le spese pubbliche non necessarie e nell'avvio di riforme del sistema pensionistico, proseguira' verso la politica di privatizzazione delle aziende di Stato e cerchera' di attrarre investimenti dall'estero che non sono finora arrivati nonostante le speranze innescate dalle Olimpiadi di Atene del 2004.
Divisi sui grandi temi interni, economici e di politica estera, governo e opposizione sono sempre stati sostanzialmente concordi nella politica verso la Turchia, con la quale la Grecia ha un contenzioso aperto dal 1923 (Trattato di Losanna, poi sostituito da quello di Montreux del 1936) sulla piattaforma continentale dell'Egeo e, di riflesso, sui limiti delle acque territoriali e sugli spazi aerei.
La vera spina nel fianco tra Grecia e Turchia e' pero' Cipro, l'isola la cui parte settentrionale e' occupata dalle truppe turche dal 1974 dopo un fallito colpo di stato ispirato dai colonnelli greci. Sull'assetto dell'isola si sono svolti ma sono falliti negoziati sotto l'egida dell'Onu, prima che la Repubblica di Cipro (la parte 'libera' greco-cipriota) aderisse all'Ue il primo maggio del 2004.
In politica estera, la Grecia promuove un'azione di stabilita' in tutti i Balcani, a Salonicco (nel Nord), ospita la sede dell'Agenzia europea per la ricostruzione dei Balcani e ha ottimi rapporti con i Paesi confinanti. Unica eccezione la Macedonia, ma solo per la questione del nome che Atene rivendica per la propria vasta regione Nord e continua a chiamare la ex Repubblica jugoslava con il nome della capitale, Skopje, o Fyrom (ex Repubblica jugoslava di Macedonia).


PRESIDENTE

Karolos Papoulias, 75 anni, eletto per un mandato quinquennale l’8 febbraio 2005, con una maggioranza parlamentare di 279 voti su 300. Ha prestato giuramento e si è insediato come Capo dello Stato il 12 marzo 2005.

GOVERNO

Formato il 9 marzo 2004
- Primo ministro: Costas Karamanlis
- Ministero dell'Economia nazionale e delle Finanze: Ghiorgos Alagoskoufis.
- Ministero dell'Interno: Prokopis Pavlopoulos
- Ministero della Difesa: Evangelos Meimarakis
- Ministero degli Esteri: Dora Bakoyannis
- Ministero dello Sviluppo: Dimitris Sioufas
- Ministero Ambiente, Urbanistica, Lavori pubblici: Ghiorgos Souflias
- Ministero Pubblica istruzione e Religioni: Marieta Ghianakou-Kotsikou
- Ministero dello Sviluppo agricolo e per gli alimenti (ex agricoltura): Evangelos Basiakos
- Ministero della Sanita' e Solidarieta' sociale (ex Sanita')Dimitris Avramopoulos
- Ministero dell'Occupazione e della Protezione sociale (exLavoro): Savvas Tsitouridis
- Ministero della Giustizia: Anastasios Papaligouras
- Ministero della Cultura: Ghiorgos Voulgarakis
- Ministero della Marina mercantile: Manolis Kefaloyannis
- Ministero dell'Ordine pubblico: Vyron Polidoras
- Ministero della Macedonia e Tracia: George Kalantzis
- Ministero dell'Egeo e della Politica per le isole (ex Egeo) Aristotelis Pavlidis
- Ministero dei Trasporti: Michalis Liapis
- Ministero del Turismo: Fani Palli-Petralia
- Ministro di stato e portavoce del governo: Theodoros Roussopoulos
- Consigliere speciale del premier: Yannis Kefaloyannis



PARLAMENTO

Il parlamento monocamerale (300 seggi) uscito dalle elezioni del 7 marzo 2004 è così composto:
ND (N.Democrazia) 45,36 % e 165 seggi grazie al premio di maggioranza. 42,73 % e 125 seggi alle precedenti elezioni del 2000.
PASOK (siocialisti) 40,54 % e 117 seggi. 43,79 % e 158 seggi nel 2000
KKE (P.Comunista) 5,89 % e 12 seggi. 5,53 % e 11 seggi nel 2000
SYNYASPISMOS (coalizione di sinistra) 3,26 % e 6 seggi. 3,20 % e 6 seggi nel 2000.
LAOS (estrema destra) 2,19 %
Per entrare in Parlamento è necessario ottenere almeno il 3% dei voti. L'affluenza al voto è stata del 76,48% degli aventi diritto.