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Croazia : situazione politica |
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QUADRO GENERALE
L'apertura dei negoziati di adesione all'Unione europea e l'arresto dell'ultimo ricercato di nazionalità croata accusato per crimini di guerra dal Tribunale internazionale dell'Aja per l'ex Jugoslavia (Tpi), il generale Ante Gotovina, sono i due avvenimenti che hanno segnato la politica in Croazia nel 2005. Chiudendo il dossier Gotovina, in fuga sin dal 2001, le forze europeiste di Zagabria hanno dopo dieci anni di tira e molla con l'Aja finalmente potuto tirare un sospiro di sollievo e dichiarare il problema della collaborazione con il Tpi risolto.
Fatto di porata enorme dato che ora, liberatosi di questa ultima palla al piede che rischiava far saltare in qualsiasi momento il processo negoziale con Bruxelles, il governo di centro-destra di Ivo Sanader può senza indugi dedicarsi alle riforme strutturali richieste dall'Ue: agricoltura, maggiori spese per la tutela dell'ambiente,tagli dei sussidi statali ad aziende pubbliche, privatizzazioni delle grandi compagnie energetiche e dei trasporti, riforme del sistema giudiziario e dell'amministrazione pubblica, lotta al crimine organizzato, liberalizzazione del mercato del lavoro, libertà di acquisto di immobili per cittadini comunitari.
Sull'adesione del paese all'Ue esiste un consenso tra quasi tutti i partiti parlamentari e il governo dichiara di voler chiudere i negoziati in due anni, nel 2007, per essere pronto ad entrare nell'Unione entro la fine del decennio. Meno entusiasmo, almeno a giudicare dai sondaggi, desta l'ingresso alla Nato, visto però dal governo come uno degli obiettivi strategici della politica estera del paese, se non una conclusione logica e inevitabile del lungo processo di trasformazione dell'esercito, formatosi in condizioni di guerra e ora, a dieci anni dalla fine del conflitto, impegnato sotto l'egida dell'Onu in alcune delle più delicate missioni di pace, come quella della Isaf in Afganistan.
Il premier è a capo del più forte schieramento politico del paese, la Comunità democratica croata (Hdz), partito fondato nel 1990 dal defunto presidente Franjo Tudjman, in passato fortemente criticato per una politica autoritaria e lo scarso rispetto dei diritti umani, che ha portato il paese all'isolamento internazionale. Ma nei quattro anni passati in opposizione e poi negli ultimi due al potere Sanader ha estromesso dalle file dell'Hdz i falchi nazionalisti di Tudjman, proponendo un partito pronto ad adeguarsi agli standard europei, a collaborare con il Tpi e a incoraggiare il ritorno dei profughi serbi. Questa politica gli è valsa la fiducia dei partner europei e larghi consensi al centro, ma nel contempo alienato la vecchia destra nazionalista e isolazionista che però non è riuscita a trovare un nuovo leader intorno a cui aggregassi e continua a vivacchiare ai margini della vita politica del paese.
In parlamento il governo monocolore di minoranza di Sanader, arrivato a metà mandato, conta sull'appoggio esterno di alcuni partiti minori di centro (Partito social-liberale-Hsls, Centro democratico-Dc, Partito dei pensionati-Hsu) e di tutti i rappresentati delle minoranze etniche, inclusa quella serba e italiana. Particolarmente importante è l'accordo con il Partito democratico indipendente serbo (Sdss) per il ritorno dei serbi fuggiti durante la guerra (1991-1995) che prevede anche la restituzione e ricostruzione delle loro case.
PRESIDENTE
Il presidente della repubblica, eletto a un secondo mandato di cinque anni il 16 gennaio 2005, è Stipe Mesic, liberale di centro. Mesic è stato, nel 1990, uno dei fondatori, con Franjo Tudjman, della Comunità democratica croata (Hdz). È stato, fino al dicembre 1991, l'ultimo presidente di turno della Federazione jugoslava. Nel 1994 è uscito dall'Hdz per protesta contro la politica croata in Bosnia quando Tudjman non nascondeva più le sue mire territoriali. Proveniente dall'area politica dell'opposizione di sinistra, Mesic rappresenta il contrappeso al governo di Sanader.
GOVERNO
Primo ministro: Ivo Sanader (Hdz)
Vice-premier: Damir Plolancec (Hdz)
Vice-premier e Ministro per la famiglia e veterani di guerra: Jadranka Kosor (Hdz)
Ministro degli esteri e delle integrazioni europee: Kolinda Grabar-Kitarovic (Hdz)
Ministro delle finanze: Ivan Suker (Hdz)
Ministro della difesa: Berislav Roncevic (Hdz)
Ministro degli interni: Ivica Kirin (Hdz)
Ministro della giustizia: Vesna Skare-Ozbolt (Dc)
Ministro dell'economia, lavoro: Branko Vukelic (Hdz)
Ministro del mare, trasporti, e turismo: Bozidar Kalmeta (Hdz)
Ministro dell'ambiente ed edilizia: Marina Matulovic-Dropulic (Hdz)
Ministro dell'agricoltura: Petar Cobankovic (Hdz)
Ministro della sanità e previdenza sociale: Neven Jurcic (Hdz)
Ministro della cultura: Bozo Biskupic (Hdz)
Ministro delle scienze, educazione e sport: Dragan Primorac (Indipendente)
PARLAMENTO
Presidente: Vladimir Seks (Hdz). La Camera dei deputati è composta da 152 rappresentanti eletti il 23 novembre del 2003: 140 dalle liste dei partiti politici, 4 sono i rappresentanti della diaspora e 8 delle minoranze etniche. Prossime elezioni nel 2007.
Suddivisione dei seggi:
Comunità democratica croata (Hdz): 63
Partito socialdemocratico (Sdp): 34
Partito popolare (Hns): 12
Partito dei contadini (Hss): 9
Partito del diritto (Hsp): 7
Dieta democratica istriana (Ids): 4
Partito dei pensionati (Hsu): 3
Partito social-liberale (Hsls): 2
Partito liberale (Ls):1
Centro democratico (Dc): 1
Partito littorale montano (Pgs):1
Alleanza democratica del Medjimurje:1
Indipendenti: 6
Sono otto i deputati delle minoranze:
3 sono i rappresentanti della minoranza serba (Partito indipendente democratico serbo, Sdss),
1 di quella italiana (Furio Radin, indipendete),
1 della minoranza ungherese (ind.),
1 di quella ceca e slovacca (Hss, di etnia ceca),
1 delle minoranze austriaca, bulgara, tedesca, polacca, rom, romena, russina, russa, turca e ucraina (di etnia tedesca, ind.),
1 delle minoranze valacca, ebrea albanese, bosniaca, macedone, montenegrina e slovena (di etnia bosniaca, Partito d'azione democratica-Sda).
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