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  Le Organizzazioni non governative
 
Gran parte delle Organizzazioni non governative (Ong) italiane fanno capo a tre Federazioni, di cui una cattolica e due laiche. La Focsiv (Federazione degli organismi cristiani di servizio internazionale volontario) riunisce 52 Ong; le altre due sono la Cocis (Coordinameto delle organizzazioni non governative per la cooperazione internazionale allo sviluppo), a cui fanno capo 32 Ong, e la Cipsi (Coordinamento di iniziative popolari di solidarieta' internazionale), anche quest'ultima con 32 Ong.
Ci sono, inoltre, circa 50 Organizzazioni non governative che non aderiscono a nessuna delle tre Federazioni appena citate.
Nell'area dei Balcani, la Focsiv e' presente con alcune sue Ong in Albania (22 progetti, 27 volontari), Bosnia Erzegovina (5 progetti, 4 volontari), Croazia (2 progetti), Kosovo (6 progetti, 122 volontari). I settori di intervento vanno dall'agricoltura alla formazione professionale, dalla sanita' alle infrastrutture, dagli aiuti umanitari alla difesa dei diritti umani.
Intersos , organizzazione umanitaria per l’emergenza senza fini di lucro con base a Roma, nel periodo '99-2000 ha svolto interventi in Kosovo, Montenegro, Macedonia, Serbia, Bosnia Erzegovina e Alabania.

Kosovo (area di Pec, Klina e Istok)
Riabilitazione di 4395 abitazioni (con diversi gradi di distruzione), 4 ambulatori e 1 policlinico, 4 scuole, 1 centro comunitario, 1 moschea, una rete idrica fognaria; gestione di 1 centro di accoglienza collettivo; sminamento e sensibilizzazione delle popolazioni locali al pericolo delle mine antipersona in 37 villaggi; formazione di sminatori locali.

Montenegro
Allestimento di due campi profughi sulla costa durante l’attività bellica; realizzazione e gestione di un campo di prefabbricati a Podgorica per oltre 2000 Rom fuggiti dal Kosovo; assistenza psico-sociale e materiale ai rifugiati dal Kosovo a Rozaje, Berane, Podgorica; riabilitazione di un istituto professionale per giovani nel settore alberghiero e rilancio delle attività; fornitura di beni di prima necessità alle 24.000 famiglie montenegrine più vulnerabili e agli ospiti degli istituti per orfani, anziani e disabili locali.

Macedonia
Erogazione dei servizi comunitari al campo profughi di 10.000 persone a Cerane presso Skopje durante la guerra; successivamente, assistenza alimentare alle 13.000 famiglie più vulnerabili del paese.

Serbia
A ssistenza materiale ai profughi nei centri collettivi a Kragujevac, Kraljevo, Smederevo; sostegno al loro inserimento presso famiglie locali e al loro rientro nei luoghi di origine.

Bosnia Erzegovina (Sarajevo, Osmaci, Ugljevik e Kalesja)
Promozione e sostegno al ritorno pacifico delle minoranze bosniache in zona serba e di quelle serbe in zona bosniaca.

Albania
Nella prefettura di Lezhe, allestimento e gestione di un campo profughi durante la crisi kosovara; successivamente, realizzazione di opere infrastrutturali nel settore idrico, elettrico, ospedaliero, scolastico e stradale; rilancio di attività culturali e ludiche per giovani, donne e bambini.