|
Nell'arco degli ultimi anni, la Direzione per la cooperazione
allo sviluppo del ministero degli Esteri (DGCS) ha realizzato
iniziative in 5 Paesi dell'area (Albania, Bosnia, Macedonia,
Croazia e Slovenia) e, tramite interventi di emergenza, anche
in Montenegro, Kosovo e Serbia. Dal '96 a fine ottobre 2000
l'impegno finanziario complessivo legato agli interventi realizzati
e programmati e' stato pari a quasi 1.087 miliardi di lire
(i dati relativi all'Albania riguardano gli interventi decisi
a partire dal 1991).
Dopo che Kostunica e' subentrato a Milosevic
nella guida del paese, l'Italia ha concesso nuovi aiuti alla
Repubblica Federale di Jugoslavia per quasi 300 miliardi di
lire, di cui la meta' finalizzati a interventi della Cooperazione
allo sviluppo a titolo di dono (50 miliardi), per progetti
di ricostruzione (70) e per l'invio di prodotti sanitari,
progetti per la potabilizzazione dell'acqua e il rientro dei
rifugiati (30). Altri 100 miliardi sono stati stanziati dal
Tesoro con un decreto legge per far fronte all'emergenza energetica
in cui si trova il paese. A questi si dovrebbero poi aggiungere
fondi per favorire la costituzione di joint-venture miste.
Ecco la ripartizione per settore d'intervento degli interventi
realizzati e progettati (la situazione e' aggiornata a fine
ottobre 2000 e non tiene conto degli ultimi stanziamenti in
favore della Jugoslavia)
Infrastrutture 34%
Sociale-formazione 28%
Agricoltura 21%
Sanita' 8%
Sviluppo privato 6%
Institution building 3%
ALBANIA
L'Albania è il Paese dove si è finalizzato maggiormente l'intervento
della Cooperazione italiana con l'obiettivo di migliorare le
realtà settoriali, al fine di creare presupposti necessari per
lo sviluppo di un'economia di mercato. In particolare, gli interventi
sono stati concentrati nei settori idrico, dell'elettricità
e della sanità in quanto aree fondamentali dello sviluppo produttivo
e sociale del Paese.
Notevole è poi il nostro impegno nel settore
agricolo ed agrozootecnico. Relativamente meno importanti per
un impegno finanziario, ma non per questo meno significativi,
sono i progetti nel settore della statistica e del censimento,
della formazione, delle privatizzazioni di imprese statali e
delle infrastrutture scolastiche. Va d'altra parte ricordato
che, secondo i più recenti dati forniti dalla BM e dal FMI,
la situazione economica albanese mostra segni incoraggianti
per l'incremento del PNL e il contenimento dell'inflazione.
A complemento degli interventi settoriali
la DGCS ha avviato il progetto "PASARP" (Programma a Supporto
delle Popolazioni Albanesi e Rifugiati, per il quale sono stati
stanziati 24 miliardi di lire) che consiste in microiniziative
da individuare su base territoriale tramite consultazioni con
autorità locali e diretti beneficiari, al fine di coniugare
esigenze di post emergenza con obiettivi di sviluppo. L'importanza
del programma di cooperazione pone l'Italia al primo posto nella
classifica dei donatori bilaterali ( e al secondo in assoluto)
per impegno finanziario Il programma della cooperazione italiana
in Albania nel periodo 1991-2000 ammonta complessivamente a
circa 724 miliardi di lire così ripartiti: (in miliardi di lire)
1991 - 1997 470
1998 - 2000 254
totale
724*
*Se si considerano anche i finanziamenti del pacchetto Angioni
(41 miliardi) si arriva alla cifra totale di 765 miliardi di
lire.
I 266 miliardi di lire relativi al triennio 1998-2000 sono stati
stanziati come qui specificato:
Commissione Mista Agosto '98: 210 miliardi.
Interventi di emergenza: 8 miliardi.
Programma "PASARP" post emergenza Kosovo: 24 miliardi.
Forniture settori più colpiti dalla crisi del Kosovo (acqua,
elettricità, sanità, ecc): 12 miliardi
Ripartizione fondi per settore d'intervento.
Infrastrutture 52%
Agricoltura 33%
Sociale-formazione 8%
Institution building 3%
Sanita' 2%
Sviluppo privato 2%
BOSNIA-ERZEGOVINA
La Bosnia Erzegovina mantiene una posizione significativa
nell'ambito degli interventi della Cooperazione italiana con
un programma di spesa che nel periodo in questione raggiunge
complessivamente quasi duecentoventicinque miliardi di lire.
Il programma della Cooperazione italiana, in linea con l'azione
della comunità internazionale, si è articolato in una fase iniziale
focalizzata sull'emergenza per poi passare a programmi di riabilitazione
e ricostruzione; nella fase attuale la dedizione è volta ad
interventi di carattere strutturale per lo sviluppo ed il consolidamento
economico e istituzionale del paese nel lungo periodo.
In questo contesto la Cooperazione italiana
ha assicurato, soprattutto attraverso il canale multilaterale
e attraverso organismi di volontariato, aiuti umanitari mirati
ai gruppi più vulnerabili della popolazione che nel riassetto
territoriale postbellico si trovavano in situazioni di bisogno.
Questi aiuti si concentrano nei seguenti settori: assistenza
sanitaria; riabilitazione delle strutture socio-sanitarie di
base e delle infrastrutture essenziali; rafforzamento istituzionale
e sostegno al consolidamento del processo di dialogo intercomunitario;
rientro volontario di sfollati e rifugiati. Il programma della
cooperazione italiana in Bosnia-Erzegovina nel periodo 1996-2001
raggiunge complessivamente un ammontare di circa duecentoventicinque
miliardi di lire che nel corso del predetto arco di tempo risultano
così ripartiti: (in miliardi di lire)
1996 91
1997 24
1998 30
1999-2000 80
totale
225
La Bosnia Erzegovina occupa una posizione significativa nell'ambito
degli interventi italiani di aiuto pubblico allo sviluppo tanto
da risultare, per quanto riguarda i doni, tra i principali Paesi
beneficiari.
Ripartizione per settore d'intervento:
Sociale-formazione 31%
Infrastrutture 22%
Sviluppo privato 18%
Sanita' 14%
Agricoltura 11%
Institution building 4%
MACEDONIA
In Macedonia, a seguito della firma della ristrutturazione del
debito bilaterale, a partire dal '98 si è potuto avviare un
programma di cooperazione ordinaria, in considerazione dell'importanza
che questo Paese riveste per la stabilità della regione meridionale
balcanica. Il programma della Cooperazione italiana in Macedonia
nel periodo 1996-2000 ha finora raggiunto i quarantasei miliardi
di lire che nel corso del predetto quinquennio risultano così
ripartiti: (in miliardi di lire)
1996-1998 25
1999-2000 21
totale
46
CROAZIA
In Croazia sta partendo un importante progetto in collaborazione
con la Regione Friuli Venezia Giulia che verrà realizzato in
Slavonia orientale, con l'obiettivo di attenuare gli squilibri
esistenti tra questa regione (basso reddito pro capite, forti
conseguenze socio economiche del recente conflitto serbo-croato)
ed il resto del Paese. Anche in questo caso gli interventi previsti
in vari settori (agricoltura, PMI, consolidamento istituzionale)
verranno definiti tramite il dialogo con autorità locali e beneficiari.
Il programma della cooperazione italiana in Croazia nel quinquennio
1996-2000 ammonta complessivamente a circa 20 miliardi di lire
così ripartiti: (in miliardi di lire)
1996 10
1997 2
1998 1
1999-2000 7
totale
20
Il Comitato Direzionale dello scorso luglio ha approvato un
programma di cooperazione decentrata a carattere multisettoriale.
Tale programma sarà realizzato congiuntamente alla Regione Friuli
Venezia Giulia nella ex Slavonia orientale e prevede interventi
in favore della minoranza serba per un importo di 5,1 miliardi
di lire a dono finanziati dalla Cooperazione e 1,7 miliardi
di lire a carico della Regione
KOSOVO
In Kosovo, oltre ad interventi socio sanitari e di riabilitazione
dell'ospedale regionale di Pec, la Cooperazione italiana ha
stanziato quattro contributi all'UNMIK (l'Amministrazione Provvisoria
assicurata dalle Nazioni Unite in Kosovo) nel corso del 1999
e del 2000, rispettivamente di 4 miliardi, 2 miliardi, 2 miliardi
e 2,5 miliardi. In totale si tratta di 8,5 miliardi destinati
al bilancio di UNMIK e di 2 miliardi per il personale di UNMIK.
La ricostruzione di una Amministrazione Civile
in Kosovo è infatti esigenza prioritaria per il raggiungimento
di obiettivi economici e di sviluppo democratico. Il totale
degli impegni finanziari che l'Italia ha stanziato a seguito
delle due Conferenze dei Donatori di Bruxelles del 28 luglio
e del 17 novembre 1999, ammonta a circa 28 miliardi.
Tale ammontare comprende: un contributo all'UNHCR
(3 miliardi), un contributo alla FAO (1,3 miliardi), quattro
contributi al bilancio dell'Amministrazione Provvisoria del
Kosovo tramite l'UNMIK (4, 2, 2 e 2,5 miliardi di lire), un
programma di riabilitazione e gestione dell'ospedale e dei centri
sanitari della provincia di Pec (6 miliardi), un contributo
all'ILO per un programma di formazione professionale (4 miliardi),
un contributo allo IOM per la registrazione dei profughi rientrati
in Kosovo (1,5 miliardi) ed un contributo all'OMS per interventi
di emergenza sanitaria (2 miliardi).
Per gli altri interventi a favore dei profughi
kosovari in Albania, Macedonia e Montenegro; va precisato quanto
segue: si è tenuta ben presente la necessità di non discriminare
tra profughi e popolazione locale per motivi di giustizia sociale
e per prevenire possibilità di tensioni tra gruppi etnici diversi,
particolarmente pericolosi in Macedonia; si è cercato di contemperare,
per quanto possibile, esigenze dovute all'emergenza ed obiettivi
di sviluppo per lasciare tracce durevoli del nostro intervento.
Si è utilizzato lo strumento delle ONG adatto ad interventi
di piccolo taglio, ma con diretto impatto sui destinatari.
In Albania ad esempio sono state lanciate
ben 16 piccole iniziative con altrettante ONG che hanno permesso
di fornire assistenza a ben 18.000 profughi con un bilancio
complessivo di poco inferiore ai 2 miliardi.
JUGOSLAVIA (SERBIA E MONTENEGRO)
Subito dopo l'insediamento di Kostunica alla guida della Repubblica
Federale di Jugoslavia, il governo Amato ha stanziato nuovi
aiuti per quasi 300 miliardi di lire che hanno fatto dell'Italia
il primo donatore della nuova Jugoslavia sia in termini di risorse
impegnate e sia per l'ampiezza degli interventi previsti. Ai
100 miliardi stanziati con un decreto legge per far fronte all'emergenza
energetica, si aggiungono infatti altri 150 miliardi che saranno
impiegati dalla Cooperazione allo sviluppo del ministero degli
Esteri per finanziare anche progetti infrastrutturali. Alcune
decine di miliardi dovrebbero poi poter essere utilizzati dalla
Simest e dalla Finest per favorire la formazione di joint-venture
miste e studi di fattibilita' di progetti industriali (legge
212). E' inoltre allo studio la possibilita' di ripianare parte
del debito bilaterale (pari complessivamente a 200 milioni di
dollari) contratto dalla RFJ con l'Italia.
Per la Serbia, nel dicembre del 1999 è stata
lanciata la "Operazione Città-Città", un'iniziativa a carattere
umanitario, a favore delle popolazioni delle città di Belgrado,
Kragujevac, Novi Sad, Nis e Pancevo, che intende coinvolgere
le realtà locali italiane. La prima fase dell'operazione Città-Città
ha visto la DGCS stanziare complessivamente 7,7 miliardi di
lire, in gran parte già spesi. Tale ammontare è così suddiviso:
a) 2,5 miliardi per interventi realizzati in gestione diretta
tramite un fondo presso l'Ambasciata di Belgrado; b) 2 miliardi
per programmi di emergenza il cui coordinamento è stato affidato
a UNOPS; c) 3.2 miliardi stanziati nello scorso mese di agosto,
per interventi a favore dei settori sociale e sanitario.
Nello scorso mese di luglio il Comitato Direzionale
ha infine approvato la seconda fase dell'operazione Città-Città,
per un ammontare di 10 miliardi di lire. In questo modo, l'ammontare
complessivo dell'intera Operazione Città-Città risulta del valore
di 17,5 miliardi di lire.
Per il Montenegro il totale degli impegni
della Cooperazione italiana ammonta finora a circa 6 miliardi
di lire. Durante la crisi del Kosovo sono stati infatti forniti
generi alimentari per un valore di 4,5 miliardi. Inoltre sono
stati deliberati 1,5 miliardi per piccole iniziative di emergenza
che prevedono la realizzazione di interventi di riabilitazione
di edifici pubblici e di supporto al sistema socio-sanitario
ed al settore agricolo. Per quanto riguarda la Cooperazione
italiana con la RFJ va rilevato che nel 1998 è nata la nuova
Repubblica Federale Jugoslava di Serbia e Montenegro: (in miliardi)
RFJ aiuti
1996 7
1997 1
1998 5
Serbia
1999-2000 17.5
Montenegro
1999-2000 6
SLOVENIA
La Slovenia, dato il livello di sviluppo economico del Paese,
non è un Paese beneficiario di cooperazione allo sviluppo. Tuttavia
è stato avviato nel 1997 un progetto inserito nel programma
di cooperazione tra l'Italia e la Repubblica Federativa Socialista
di Jugoslavia - previsto dal Memorandum d'Intesa tra i due Paesi
del 29 gennaio 1988 - ai benefici del quale la Slovenia è succeduta
per la parte di propria competenza territoriale. Tale progetto
riguarda il restauro del patrimonio monumentale (Palazzo Manzioli
ad Isola d'Istria) per un valore di circa 2.6 miliardi di lire.
|