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  Pianeta Balcani: Bosnia-Erzegovina
  BOSNIA: RETATA IN VILLAGGIO ISLAMICI RADICALI, 7 ARRESTI

(ANSA) - SARAJEVO, 2 FEB - In una vasta operazione di polizia lanciata oggi a Gornja Maoca, un villaggio nel nordest della Bosnia dove vive una comunita' wahabita fedele a un islam radicale e che da tempo era sotto l'attenzione delle forze di sicurezza, sono state arrestate sette persone, di cui una non ha la cittadinanza bosniaca, e sono state sequestrate armi, apparecchiature di comunicazione, video, computer. L'operazione, alla quale hanno preso parte tutti gli istituti e gli uffici preposti alla sicurezza in Bosnia e che viene considerata la piu' imponente per impiego di forze e uomini dalla fine della guerra di Bosnia (1992-1995), e' stata effettuata su ordine della Procura statale di Sarajevo con l'obiettivo di individuare e perseguire autori di reati che rappresentano''una minaccia all'integrita' territoriale e alla Costituzione della Bosnia-Erzegovina e che promuovono l'odio etnico, razziale o religioso''. Gornja Maoca e' una piccola localita' situata in zona impervia e isolata ed e' abitata da una piccola comunita' di musulmani wahabiti - una trentina di famiglie, che vivono secondo un'interpretazione restrittiva della sharia: le donne portano il velo integrale e la scuola del paese, frequentata da 13 bambini, segue, secondo la stampa, il programma di insegnamento giordano, in lingua araba. Tra gli arrestati, c'e' anche il capo del villaggio, Nusret Imamovic, 29 anni, le cui recenti dichiarazioni su un portale web secondo cui ''in casi eccezionali, sono ammessi attacchi suicidi'', hanno suscitato scalpore. La comunita', secondo la stampa, e' stata fondata da alcuni ex mujaheddin, di quelli che durante la guerra (1992-95) erano venuti a combattere a fianco dei musulmani bosniaci e di cui la maggior parte lascio' il paese alla fine del conflitto. Sono rimasti coloro che hanno acquisito la cittadinanza bosniaca, per lo piu' sposando ragazze del posto, e che si sono dedicati alla diffusione della loro dottrina radicale ed integralista. Oggi, l'esistenza nel paese di gruppi di giovani che professano la dottrina wahabita che viene dall'Arabia Saudita, sebbene il fenomeno sia contenuto, si scontra con l'islam aperto e tollerante praticato per secoli in Bosnia, e il fenomeno non e' ben visto dalla comunita' islamica ufficiale. Inoltre, secondo le autorita', la presenza di tali venature estremiste influisce negativamente sull'immagine del Paese, impegnato sulla strada verso l'integrazione nelle strutture euroatlantiche. L'allarme che periodicamente viene lanciato circa la presenza, tra questi gruppi, di presunti o potenziali terroristi islamici, finora e' sempre stato ridimensionato dalla Nato, presente nel paese balcanico dalla fine della guerra, secondo cui tale rischio in Bosnia non e' piu' grande di quello esistente nei paesi dell'Europa occidentale. (ANSA). Y0K-QN
02/02/2010 19:38