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(ANSA) - BELGRADO, 22 GEN - Potrebbe tenersi a meta' febbraio
nella Republika Srpska (Rs, entita' a maggioranza serba della
Bosnia Erzegovina) il referendum col quale si chiedera' ai
cittadini se appoggiano o meno gli accordi di Dayton, che nel
1995 posero fine alla guerra di Bosna e che prevedono una ampia
autonomia per le due entita' che compongono la Bosnia, la Rs e
la Federazione croato-musulmana. Lo ha detto oggi a Belgrado il
premier della Rs Milorad Dodik.
''Noi ci aspettiamo che i bosniaci (la componente musulmana,
ndr) porranno il veto alla legge (sul referendum), imponendo il
suo rinvio alla Corte costituzionale. Tuttavia dopo la sua
approvazione da parte della Corte - e non vi sono ragioni per le
quali non lo dovrebbe essere poiche' la legge e' perfettamente
costituzionale - noi indiremo il referendum'', ha affermato
Dodik.
''Nel programma della Republika Srpska non figura la
secessione ne' l'annullamento degli accordi di Dayton, che
invece al contrario vogliamo rafforzare. Noi abbiamo diritto al
referendum''. ha aggiunto il leader dei serbi di Bosnia. A suo
avviso gli accordi di Dayton sono minacciati dalle decisioni e
dai provvedimenti del rappresentante internazionale in Bosnia
Valentin Inzko, diretti a limitare l'autonomia della Republika
Srpska.
La comunita' internazionale appoggia un rafforzamento delle
strutture di potere centrali in Bosnia Erzegovina, condizione
per favorire le riforme e il conseguente avvicinamento
all'Unione europea. Dodik e i serbi di Bosnia si oppongono
ritenendo che tale strategia minacci l'autonomia della Rs.
Molti accusano Dodik di voler in realta' mirare alla
secessione e indipendenza della Republika Srpska. In una tale
eventualita', ha detto nei giorni scorsi il presidente croato
uscente Stipe Mesic, lui invierebbe l'esercito in Bosnia.
Dichiarazioni queste che hanno provocato dure reazioni sia nella
Republika Srpska sia a Belgrado. (ANSA).
QN
22/01/2010 21:49
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