(ANSA) - ROMA, 30 GEN - Le sostenibilità è un tema che si è
imposto nell'agenda di quasi tutte le aziende italiane ma
in meno di una su tre diventa una strategia integrata nel
business. Secondo studio di Ey "Seize the Change" su 194 aziende
quotate, il 96% rendiconta le proprie emissioni energetiche di
gas serra, ma solo il 32% definisce un piano di Sostenibilità di
medio-lungo periodo e ancora meno, il 17%, presenta una
descrizione estesa delle iniziative con obiettivi quantitativi
correlati ai Sustainable Development Goals.
In questo contesto, le istituzioni finanziarie stanno
giocando un "importante il ruolo di stimolo" del tessuto
industriale secondo l'Italy Climate Change and Sustainability
Leader di EY, Riccardo Giovannini. Il 70% delle società del
settore bancario e assicurativo analizzate, infatti, ha avviato
iniziative di finanza sostenibile. Il 61% di quelle mappate
consiste in investimenti indiretti in iniziative o fondi e
titoli ad alto impatto socio-ambientale, seguite, al 36%, da
finanziamenti diretti.
Inoltre il 50% delle società nel settore considera le
tematiche Esg (ambientali, sociali e di corretta gestione) nelle
proprie scelte di investimento, anche solo una minoranza (l'8%)
fa uno screening in maniera sistematica sul proprio portafoglio.
La ricerca indica alcune carenza su cui nei prossimi anni le
imprese saranno chiamate ad agire, a partire dagli obiettivi
numerici di riduzione delle emissioni (indicati solo dal 21%
delle aziende analizzate) e sui processi di identificazione e
gestione dei rischi legati al cambiamento climatico (elaborati
da solo un'azienda su tre).
Un altro aspetto in cui le aziende italiane scontano un
ritardo è l'economia circolare: solo un'azienda del campione su
10 che dice di avere una strategia e il 5% che dichiara di aver
fissato responsabilità chiare e definite su tale tema. Numeri
più alti riguardano, invece, gli approviggionamenti sostenibili
con tre aziende su quattro che definiscono che obiettivi in
relazione a temi di sostenibilità della catena di fornitura. Tra
queste, oltre il 70% li formalizzano in politiche o altri
documenti aziendali pubblici. Ma, anche in questo campo, solo
un'azienda su tre utilizza un modello di valutazione interna dei
fornitori concentrando i propri impegni per l'approvvigionamento
sostenibile su diverse categorie di fornitori. E, tra queste, il
90% non supera però il primo livello di fornitura e solo il 4%
delle aziende utilizza una piattaforma esterna elaborata da
terzi. (ANSA).






