Gender gap, Italia arretra per partecipazione femminile

World economic forum, Paese perde 6 posti, è 76/o. Politiche-leader riducono divario mondiale

Redazione ANSA

(di Domenico Conti)

Parità di genere nel mondo? ci vorrà letteralmente una vita. E se l'Europa occidentale è per il 14esimo anno la regione che ha ridotto più di tutte il 'gender gap', il contrasto è forte fra i Paesi al top della gender parity - i Nordici e scandinavi, la Germania e a sorpresa la Spagna - e Paesi come l'Italia dove il 'gender gap' rimane elevato, facendole perdere sei posizioni e riportandola al 76esimo posto, dov'era oltre un decennio fa, fra 153 Paesi.

La Penisola è 44esima quanto a ruolo delle donne in politica, 30esima per la quota di donne in Parlamento, addirittura peggiora al 117esimo posto per opportunità e partecipazione economica (nel 2006 era 87esima) e 125esima per parità retributiva con gli uomini. E non è che le italiane siano meno preparate degli italiani: sul piano delle competenze educative delle donne il Paese fa infatti molto meglio, essendo al 55esimo posto.

E' quanto emerge dal 'Global Gender Gap Report' del World Economic Forum, un documento stilato ogni anno dal Wef che fa il punto sulle disparità di genere. Esempi come la 34enne Sanna Marin, divenuta premier in Finlandia la scorsa settimana, riflettono una maggior rappresentanza delle donne in politica che ha contribuito nel 2009 a ridurre il gap complessivo. Ma questo resta per il 2019 a 99,5, inteso come gli anni che ci vorranno per per azzerare il gender gap a livello globale, contro i 108 anni del 2018.

E' la prima volta in tre anni che il gender gap si riduce, e questo riflette principalmente - si legge in una nota - "il miglioramento nella rappresentanza politica" delle donne. Che rappresentano - dagli esempi di Angela Merkel ai Paesi nordici e scandinavi spesso guidati da donne, alla presenza di donne ai vertici del Fmi, della Bce, della Commissione europea - un 'role model' che potrebbe iniziare ad avere un impatto. Tuttavia il gap fra uomini e donne, sul fronte delle opportunità economiche, secondo il Wef è nettamente peggiorato, allargandosi a 257 anni dai 202 del 2018. E una delle sfide principali - si legge nel rapporto - è "la sottorappresentazione delle donne in ruoli emergenti, come il cloud computing, l'ingegneria, la gestione dati e l'intelligenza artificiale". L'Islanda si conferma in cima alla classifica per eguaglianza di genere, seguita da Norvegia, Finlandia, Svezia. Fra i primi 10 anche Irlanda, Spagna e Germania (decima).

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