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Mondo

Iran: Trump, non ha rispettato spirito accordo

Redazione ANSA

L'Iran non ha rispettato lo "spirito" dell'accoro sul nucleare: lo ha detto il presidente americano Donald Trump, annunciando che a breve discutera' dell'Iran con i leader militari."Non dobbiamo consentire all'Iran di ottenere le armi nucleari", ha detto Trump incontrando i leader militari alla Casa Bianca.

"Il regime iraniano - ha aggiunto - sostiene il terrorismo ed esporta violenza, spargimenti di sangue e caos nel Medio Oriente. Questo e' il motivo per cui dobbiamo mettere fine alle continue aggressioni e alle ambizioni nucleari dell'Iran". "Non sono stati all'altezza dello spirito dell'accordo", ha proseguito. Alla domanda se ha deciso di certificare o meno il rispetto dell'accordo da parte di Teheran, il presidente ha risposto: "Lo sentirete molto presto".

Ferma la risposta dell'Ue: L'accordo sul nucleare iraniano "funziona e sta dando risultati" e la Commissione europea "si aspetta che tutti gli attori coinvolti lo rispettino", ha detto una portavoce dell'esecutivo Ue richiamando le posizioni espresse dall'Alto rappresentante Mogherini nei giorni scorsi. "Mogherini ha detto chiaramente che l'accordo non può essere rinegoziato", ha spiegato interpellata sulle intenzioni di Donald Trump

La Russia, intanto, spera che la decisione di Trump sul futuro dell'accordo nucleare iraniano sarà bilanciata e basata sulla realtà. Così il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. "Speriamo che i contatti continui tra le nazioni europee, gli altri membri della comunità internazionale e Washington in merito alla questione dell'accordo sul nucleare iraniano non siano inutili e che la decisione finale del presidente americano sia equilibrata e basata sulla realtà", ha detto Lavrov.

Trump intende annunciare la prossima settimana che non certificherà il rispetto dell' accordo nucleare da parte dell'Iran, sostenendo che non è nell'interesse degli Usa e passando la palla al Congresso, che avrà 60 giorni di tempo per decidere se imporre le sanzioni revocate in base all'intesa. Secondo il Wp, citando persone informate sulla strategia che la Casa Bianca sta ridefinendo per l'Iran. Una strategia più ampia e più dura, che va oltre l'accordo nucleare e che il presidente Usa dovrebbe spiegare in un discorso il 12 ottobre, tre giorni prima della scadenza per certificare o meno l'intesa. In quell'occasione dovrebbe illustrare cosa intende fare contro uno stato che accusa di sponsorizzare il terrorismo e di minare la stabilita' regionale, anche con la prosecuzione del suo programma di missili balistici. "Ho preso la mia decisione", aveva annunciato durante l'assemblea generale dell'Onu, dopo aver definito un "imbarazzo" l'accordo, fortemente voluto dal suo predecessore Barack Obama. Da allora sono filtrate solo indiscrezioni in senso negativo, come quella di oggi, anche se le fonti sottolineano che il piano del tycoon non e' completamente definito e potrebbe cambiare. Trump tuttavia per ora si asterrebbe dal raccomandare al Congresso di reintrodurre le sanzioni, che farebbero di fatto cadere l'accordo, secondo quattro fonti vicine al presidente. L'obiettivo vero sarebbe quello di creare pressione per rafforzarlo, facendo scattare la clessidra dei 60 giorni. Una sorta di ultimatum, di pistola puntata alla testa. E' l'approccio 'fix or nix it" (correggerlo o bloccarlo) suggerito sia dal premier israeliano Benjamin Netanyahu che dal sen. Tom Cotton, uno dei falchi repubblicani sull'Iran. Ma e' un espediente rischioso, anche perche' il presidente iraniano Hassan Rouhani ha ribadito che Teheran non intende rinegoziare l'intesa. Lo ha ripetuto oggi a Roma anche il capo dell'Agenzia atomica iraniana (Aeoi) intervistato dalla tv pubblica iraniana (Irib), ammonendo che "se gli Usa lasciano l'accordo sul nucleare e gli altri fanno altrettanto, l'accordo sarà finito" ma precisando che "se lo faranno solo gli Usa, il nostro comitato di monitoraggio dell'accordo prenderà una decisione in proposito". Anche gli altri firmatari dell'accordo sono contrari, a partire da Russia, Cina e Ue. Il presidente francese Emmanuel Macron, pur difendendo l'intesa, ha pero' aperto una breccia, dicendosi favorevole a qualche aggiustamento. Nell'amministrazione Usa non mancano le divergenze. Proprio nei giorni scorsi il capo del Pentagono James Mattis, pur essendo ostile a Teheran, ha spezzato una lancia a favore dell'accordo in una audizione al Congresso, sostenendo non solo che l'Iran "ha rispettato sostanzialmente" l'intesa ma che essa "e' nell'interesse degli Usa" e che quindi il presidente "dovrebbe considerare di mantenerla". Strappare l'accordo significherebbe inoltre aprire una nuova crisi, un nuovo dossier nucleare, con quello nordcoreano più aperto che mai. E potrebbe togliere alla Casa Bianca l'arma di un eventuale negoziato, alimentando la sfiducia di Pyongyang nel rispetto degli accordi da parte di Trump.

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