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Cultura

Il Miracolo Ammaniti sbarca in tv

Scrittore debutta da regista su Sky in serie evento da 8 maggio

Redazione ANSA

 Le musiche originali del messicano Murcof, il pop italiano da Jimmy Fontana ad Umberto Tozzi, ma anche Vivaldi, Tchaikovsky o Gregory Porter: la colonna sonora de Il Miracolo, serie originale Sky e che vede il debutto dietro la macchina da presa di uno degli scrittori italiani più tradotti nel mondo, Niccolò Ammaniti, compie il prodigio di tenere insieme il suono che arriva da ogni parte del pianeta. Un soggetto noir e visionario, intimista, a tratti nostalgico, che offre più domande che risposte. "Sono partito - spiega lo scrittore, autore di ben 7 bestseller - da una domanda: come reagirebbero le persone se una madonnina di plastica di due chili e mezzo si mettesse a produrre 90 libri di sangue al giorno?".   Otto episodi, dall'8 maggio in prima serata su Sky Atlantic Hd, prodotta da Mario Gianani e Lorenzo Mieli per Wildside, in co-produzione con Arte e Kwa. Ammaniti firma la sceneggiatura con Francesca Manieri, Francesca Marciano e Stefano Bises e la regia con Francesco Munzi e Lucio Pellegrini.

  "Nella serie - aggiunge lo scrittore- non sono entrato in merito al mio rapporto con la fede, ma mostro come dei personaggi reagiscono di fronte ad alcune situazioni-limite".
"Ho usato la madonnina come un fulcro, un oggetto che produce domande. Non c'è nulla di più iconoclastico di una statuina che piange sangue".
   Una piscina dismessa dell'esercito è il luogo deputato a custodire un mistero, qualcosa che sembra non avere spiegazioni, che avrebbe il potere di destabilizzare il paese già in equilibrio precario. "Più si cercano risposte, più le domande si moltiplicano". "In rare occasioni - prosegue l'autore - ho avuto l'impressione che il cinema potesse spiegare meglio della scrittura le mie idee. In questa occasione ho compreso che solo le immagini cinematografiche potevano dare forza al sangue. La prima da cui sono partito è stata la piscina, l'abbiamo cercata ovunque e l'abbiamo trovata a Parma".

   L'Italia è sulla soglia del referendum che può portarla fuori dall'Europa. In otto giorni quattro personaggi si trovano a contatto con l'evento più grande della loro esistenza: una statuetta di plastica della Madonna che piange sangue, ritrovata durante un'operazione di polizia. Al mistero non c'è risposta, ma quell'enigma farà deragliare le vite di coloro che entreranno in contatto con questo enigma. I protagonisti sono Guido Caprino, che interpreta il protagonista della serie, il presidente del Consiglio Fabrizio Pietromarchi (un progressista, ateo, alle prese con il momento più delicato della sua carriera politica e sua moglie, minaccia di lasciarlo); Elena Lietti è la first lady Sole; Lorenza Indovina è una donna dal passato irrisolto, Clelia; Sergio Albelli è il generale Giacomo Votta, che guiderà le indagini sul ritrovamento, mentre Alba Rohrwacher ha il ruolo di Sandra Roversi, una biologa che analizzerà il caso da un punto di vista scientifico e un immenso Tommaso Ragno in quelli di Marcello, prete di periferia con i capelli color biondo platino lunghi alle spalle, che dopo anni e anni di devota fede e missioni in Africa è preda di pulsioni incontenibili, il gioco d'azzardo, la pornografia distruggono la sua anima. Caprino del suo personaggio dice: "Il premier che interpreto ha un grande ego, ("la domanda che si fa perchè questa cosa è capitata proprio a me") ma non credo si possa fare il presidente senza avere una considerazione di se stessi. Quando ho letto per la prima volta la storia mi trovavo in teatro, interpretavo Eteocle nelle Fenicie: ho trovato un'affinità". La biologa Alba Rohrwacher, che studia quel sangue umano prodotto dalla statuina, cerca risposte che non trova ma finisce col credere al miracolo versando un campione nella minestra di sua madre paralizzata a casa e a letto muta da anni: "La cosa più incredibile è stato leggere la sceneggiatura. La prima volta ero in treno, ho letto tutti e otto gli episodi senza interruzioni. Sono una donna di scienza, razionale, sconvolta da un evento cui non riesce a dare una spiegazione.
   Quel mistero diventa un'ossessione. Lo sguardo ossessivo l'ho cercato e l'ho trovato negli occhi di Ammaniti". Alla domanda se l'idea della serie nasce dalla Madonnina di Civitavecchia, Ammaniti replica: "La scrittura mi rimandava all'infanzia, alla capacità di giocare da solo. Indubbiamente la storia di Civitavecchia mi aveva colpito".
Andrea Scrosati (Executive Vice President Programming di Sky) e Nils Hartmann (direttore delle produzioni originali Sky) hanno confessato la volontà da parte di Sky Italia di realizzare una seconda stagione: "Comunque con Ammaniti stiamo pensando anche ad altri progetti". Lo scrittore e regista ammette: "Ho sempre pensato di essere un pigro cronico: Per questa serie mi sono fatto un mazzo così". 
 

 

 

  

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