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Cultura

Lilli Gruber, l'Europa va riparata ma difesa

La giornalista al Festivaletteratura con il nuovo libro

Lilli Gruber e Beppe Severgnini al Festivaletteratura di Mantova

Redazione ANSA

"Le prossime elezioni europee, a giugno 2019, saranno sicuramente cruciali. Verranno trasformate dai partiti politici di tutti i paesi dell'Unione in una specie di referendum pro o contro questa Europa, pro o contro l'euro per i paesi che stanno dentro l'euro". Lo ha detto Lilli Gruber, al Festivaletteratura di Mantova con 'Inganno' (Rizzoli), terzo volume sulla storia della sua terra d'origine, il Sudtirolo, dedicato questa volta al terrorismo. Una folla di lettori e appassionati ha lungamente applaudito la giornalista a Palazzo Ducale, nell'evento che l'ha vista protagonista con Beppe Severgnini.

La strategia della tensione potrebbe tornare? le chiede Severgnini. "In una delle interviste finali di 'Inganno', "il professor Cacciari dice che se la crisi economica dovesse aggravarsi, se dovesse crollare l'euro, il rischio di fortissime tensioni sociali c'è e quindi di instabilità del nostro paese. Io per esperienza, per le letture che ho fatto e per quello che mi ha insegnato la storia, so che quando le nostre democrazie si infragiliscono e diventano meno trasparenti, la possibilità per il potere di manipolare la realtà, le paure ed emozioni dell'opinione pubblica è altissimo" dice la Gruber. "Quindi - continua - anche quando sentiamo fare tutti questi discorsi un po' autoritari, dalla politica italiana e non solo, dobbiamo sempre ricordarci che le democrazie per costruirle ci abbiamo messo molto e ci è costato tanta fatica. Per abbatterle ci vuole un minuto. E' però l'unico baluardo che abbiamo per conservare quello che di buono abbiamo imparato, fatto e costruito dopo la seconda guerra mondiale. Dobbiamo proteggerlo, l'Europa non va bene così come è. Di sicuro ci sono tantissime riparazioni da fare, ma da lì a distruggerla sarei molto cauta".

Nella lunga riflessione sugli scenari futuri dell'Europa, la giornalista ricorda che "viviamo sicuramente in un'epoca di forte rinascita di nazionalismi in tutti i paesi europei, che poi sono nazionalismi misti a populismo, demagogia ed è molto difficile differenziare per il singolo cittadino". E poi si sofferma su Salvini: "E' il vero presidente del Consiglio: ha incontrato Tony Blair, il premier ungherese Viktor Orban. Di Maio e i 5 Stelle sono molto agitati da questo super attivismo della Lega e di Salvini. Ma qual è l'interesse che l'Italia ha oggi a stare con uno come Orban, visto che sul fronte dell'immigrazione è un nostro nemico. L'interesse, che hanno entrambi, è di indebolire questa Europa, infatti parlano di riformarla e di arrivare a una mini Europa dove c'è un mercato comune di cui non possiamo fare a meno, e il resto ridotto tutto ai minimi termini". Ma l'Europa "è stata costruita - sottolinea - anche per difendere i diritti umani, i diritti delle donne, una serie di garanzie di convivenza civile e di pacificazione del nostro continente che non possiamo buttare a mare e prima di farlo dobbiamo pensarci molto bene" dice tra gli applausi.

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