Marche

Scossa 4.6 a Muccia,torna l'incubo.Danni,nessun ferito

Crollo campanile chiesa S.Maria Varano. 20 sfollati, anche bimbi

Redazione Ansa

Torna, se mai se ne fosse andato, l'incubo terremoto nel Centro Italia e in particolare nel Maceratese. Alle 5:11 una scossa di magnitudo 4.6, la più potente dal novembre 2016 nella zona, con epicentro a 2 km da Muccia (Macerata), a una profondità di 9 km, ha svegliato gli abitanti che si sono riversati in strada.

E' stato come riportare le lancette indietro di un anno e mezzo per una popolazione snervata da uno sciame sismico che sembra infinito.

L'ennesima 'botta' è stata avvertita in varie località delle Marche - Civitanova, Ancona, Fabriano, Pesaro, Ascoli Piceno - e anche più lontane, nelle zone di Perugia, Norcia, nel Reatino fino a Roma. Una scossa 500 volte meno potente di quella da 6.5 del 30 ottobre 2016, cui ne sono seguite in giornata oltre 30 di cui due da 3.5, ma più che sufficiente a causare danni anche a case finora agibili a Pieve Torina e generare così altri sfollati, a far crollare parte di un campanile della chiesa del '600 Santa Maria di Varano a Muccia, oltreché a insinuare altra paura e insicurezza in persone già provate.

La terra che trema come se ci fosse stata un'esplosione, la gente impaurita che esce dalle casette temendo crolli, altre crepe e cedimenti nella zona rossa, la circolazione ferroviaria Civitanova Marche-Albacina sospesa per verifiche di tenuta, scuole chiuse a Pieve Torina. Un deja-vu che ha fatto rivivere nella zona momenti drammatici, preceduto però nei giorni scorsi da scosse di varia intensità tutte avvertite dalla popolazione. Nessuno è rimasto ferito. Ma sono pesanti, fa notare il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci impegnato fino a sera a coordinare sopralluoghi negli edifici, i danni allo "spirito" di chi iniziava faticosamente a proiettarsi verso la ricostruzione dopo essere tornato in paese in Sae, le Soluzioni abitative d'emergenza, o in autonoma sistemazione, e si ritrova a ricominciare. "Riviviamo scene che non avrei mai pensato di rivivere", ammette.

Dei 1.501 abitanti iscritti all'anagrafe del paese, l'elenco dei non sfollati si restringe a un paio di famiglie: altre sei abitazioni sono ora fuori uso (tre erano rimaste agibili dopo le prime scosse, altre tre erano state recuperate con strutture che dovevano essere antisismiche); altrettanti nuclei familiari, una ventina di persone tra cui bimbi, sono stati evacuati per trovare 'rifugio' in un villaggio turistico o case del Comune. A Muccia lo stato d'animo non è diverso. "Paura e insicurezza" - lamenta il sindaco Mario Baroni - per lo stillicidio contino, che ci sta snervando e che non si ferma". I primi controlli negli edifici sembrano non aver evidenziato altri danni nelle poche case agibili. Però la scossa ha fatto crollare una porzione del piccolo campanile della chiesa del '600 di Santa Maria di Varano in cui una crepa si è accentuata. Simbolo di un paese di 920 abitanti dove appena 120 risiedono nelle case originarie e dove la normalità è ancora un sogno.

"Questo nuovo episodio è la dimostrazione che l'emergenza non è finita e questo impone di dedicare al territorio la massima attenzione": chiaro il messaggio del presidente della Regione Luca Ceriscioli, che ha assicurato stessi trattamenti e procedure per i nuovi sfollati, al termine di un vertice che ha riportato a Pieve Torina la commissaria Paola De Micheli e il capo dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli per incontrare gli amministratori del territorio e fare il punto sull'emergenza. Il timore della commissaria è che tutto ciò "possa avere un effetto negativo sul processo di ricostruzione avviato". "Dobbiamo - ripete come un mantra - tranquillizzare a parole e con i fatti la gente che vive in questi luoghi, dargli il massimo della garanzia e assicurare loro che qui si può e si deve continuare a vivere, nonostante tutto".

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