| (di Tommaso Tetro)
(ANSA) - ROMA, 4 FEB - Le vittime della stagione venatoria
2009-2010, quella che ha messo a riposo le doppiette il 31
gennaio scorso, sono 117. In cinque mesi - dall'apertura che e'
iniziata il primo settembre - si contano, come riferisce un
dossier presentato oggi al Senato dall'Associazione vittime
della caccia, ''30 morti e 87 feriti da armi da caccia''.
Questo, mentre continuano le polemiche sulla cancellazione dei
limiti concessi dall'articolo 38 del testo della legge
Comunitaria approvato, qualche giorno fa, a Palazzo Madama.
Anche se i ministri dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e del
Turismo, Michela Vittoria Brambilla, hanno proposto due
emendamenti per il voto alla Camera.
Ecco la mappa della questione caccia:
- VITTIME E IMPERIZIA CON ARMI: Il presidente dell'Associazione
vittime della caccia, Daniela Casprini, snocciola i dati del
dossier, ricordando che si registrano ''vittime per imperizia
nel maneggiare armi'' e che anche ''al di fuori dell'ambito
venatorio sono soprattutto i cacciatori i responsabili'': si
opera una suddivisione ''tra l'ambito venatorio e quello
extra-venatorio. In ambito venatorio i feriti sono 72, di cui 54
cacciatori e 18 tra la gente comune, e 23 i morti (22 cacciatori
e uno gente comune), in ambito extra-venatorio i feriti sono 15
(3 cacciatori e 12 gente comune) e i morti 7 (un cacciatore e 6
gente comune)''. A ottobre e novembre, secondo il dossier, il
maggior numero di vittime: rispettivamente 25 feriti e 6, e 17
feriti e 4 morti. In Emilia-Romagna si conta il maggior numero
di vittime (9 feriti e 4 morti), in Sardegna (8 feriti e 5
morti) e in Lombardia (8 feriti e 4 morti);
- ANCORA POLEMICHE: E' ''un errore fare di tutta l'erba un
fascio: non avendo richiesto quelle modifiche riteniamo
ingiustificati gli attacchi generalizzati''. Cosi' il presidente
di Arcicaccia, Osvaldo Veneziano, secondo cui c'e' lo spazio
affinche' ''la componente agricola, ambientalista e venatoria
possano convivere civilmente, soprattutto con le indicazioni del
mondo scientifico'' come succede gia', per esempio, nei
comprensori alpini. Mentre secondo il senatore del Pd, Roberto
Della Seta, i dati resi noti oggi sulle vittime di incidenti
legati alla caccia da settembre 2009 a gennaio 2010 sono
destinati ad aggravarsi ulteriormente se passera' la norma
approvata al Senato''. L'articolo 38 sulla caccia, osserva Della
Seta, e' una norma indecente, che ha visto addirittura la levata
di scudi due ministri'';
- EMENDAMENTI PRESTIGIACOMO-BRAMBILLA: Secondo il ministro dell'
Ambiente bisogna evitare la deregulation e ''rimediare al colpo
di mano'' del Senato con un emendamento che punta a ripristinare
l'intesa e a eliminare la possibilita' delle Regioni di definire
deroghe al calendario venatorio senza sottostare alla
validazione vincolante da parte dell'Istituto superiore per la
protezione e ricerca ambientale (Ispra). Un altro emendamento
del ministro del Turismo intende ripristinare i limiti della
stagione venatoria, il calendario dal 1 settembre al 31 gennaio,
stabilisce quali sono le specie cacciabili e reintroduce il
parere vincolante del ministero dell'Ambiente per le deroghe.
(ANSA).
Y99-GU
04/02/2010 19:14
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