| (ANSA) - ROMA, 26 NOV - Al passo con gli Stati Uniti, anche
la Cina ha annunciato per la prima volta, oggi, un obiettivo
preciso per limitare le sue emissioni dei cosiddetti gas serra.
Cosi', i due piu' grossi 'inquinatori' della Terra hanno dato un
colpo di frusta e una ventata di ottimismo al processo che
dovra' trovare il suo momento decisivo nella Conferenza sul
clima di Copenaghen, dal 7 al 18 dicembre prossimi.
La Cina, che a Copenaghen mandera' il suo premier Wen Jiabao,
ha reso noto di voler abbassare la sua ''intensita' carbonica'',
ovvero la quantita' delle emissioni inquinanti rispetto al
prodotto interno lordo, del 40, forse 45% (rispetto a quelle del
2005) entro il 2020. ''Un'azione volontaria, presa dal governo
cinese in funzione delle condizioni del paese e un contributo
importante agli sforzi mondiali per lottare contro i cambiamenti
climatici'', spiega il governo citato dall'agenzia ufficiale
Nuova Cina.
Positive le reazioni. ''A Copenaghen non possiamo fallire - ha
detto il ministro degli esteri italiano Franco Frattini,
augurandosi che la conferenza si possa chiudere ''con un accordo
vincolante''. ''Se gli Usa sono pronti a ridurre le emissioni
del 17%, l'Ue del 20% e la Cina e' pronta a fare la sua parte,
si potrebbe arrivare a un accordo, che non e' ancora un
Trattato, ma e' vincolante sotto il profilo politico'', ha
commentato il ministro. Per la titolare dell'Ambiente, Stefania
Prestigiacomo, le posizioni assunte da Cina e Usa ''fanno ben
sperare'' anche se, fa notare, l'annuncio della Cina ha ''un
linguaggio tecnico per un impegno interno'' che e' relativo alla
riduzione del 40% dei combustibili fossili in ralezione al Pil,
cio' ''significa il 20% come l'Ue'' ma e' ''una svolta''.
Giudizio positivo anche da parte del primo ministro svedese e
presidente di turno della Ue Fredrik Reinfeldt, e del presidente
della Commissione, Jose' Manuel Barroso, i quali auspicano che,
comunque, ''le indicazioni di Cina e Usa rappresentino un primo
passo verso maggiori riduzioni'' e dicono di pensare ''di
discutere sia con la Cina sia con gli Usa su come trasformare
queste indicazioni in un accordo internazionale''.
La Cina che, secondo la sua agenzia ufficiale, ''si trova a
far fronte a enormi pressioni e, insieme, a delle difficolta'
specifiche per controllare le emissioni di gas serra'', intende
affrontare la sfida ''sviluppando le energie rinnovabili e il
nucleare, mettendo contemporaneamente in campo delle politiche
fiscali e finanziarie appropriate'', nonche' aumentando gli
investimenti nella ricerca per lo sviluppo di ''tecnologie a
zero emissioni di carbone''.
Xie Zhenhua, principale negoziatore cinese sul clima, ha
ribadito che comunque la priorita' per il suo paese resta ''la
crescita''. ''La Cina - ha detto questa sera ai giornalisti - e'
un paese in via di sviluppo e la prima sfida che si trova a
fronteggiare e' la crescita economica e la lotta alla
poverta'''. Xie ha pero' evitato risposte chiare su quando la
Cina raggiungera' il suo picco di emissioni e, di conseguenza,
quale saranno le quantita' su cui conta di attestarsi al 2020.
Gli Stati Uniti, ieri avevano annunciato degli obiettivi,
limitati ma precisi, di riduzione delle proprie emissioni
inquinanti: 17% in meno per i gas a effetto serra da ora al
2020, poi 30% in meno al 2025 fino al 42% nel 2030. La mossa di
Washington ha spinto anche Pechino a esporsi. (ANSA).
DIR
26/11/2009 19:58
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