| (ANSA) - ROMA - L'idea e' quella di stoccare le
scorie in ''depositi di superficie da 80 tonnellate'' in attesa
che la tecnologia dei reattori nucleari - magari quelli di
cosi'detta quarta generazione - consenta di utilizzare come
combustibile quella parte di uranio che adesso non si riesce a
bruciare. E' questo, in sintesi, il pensiero di Patrick Moore,
fondatore all'inizio degli anni '70 di Greenpeace - poi
fuoriuscito per dissensi - ospite da 'Reti', in occasione
dell'incontro con Chicco Testa fondatore del blog 'newclear.it',
oggi a Roma.
''Le scorie - spiega Moore - tanto per essere chiari non sono
pericolose, si dovrebbero perlopiu' riciclare e riutilizzare,
ovviamente non l'anno prossimo ma seguendo un programma che, per
esempio in Francia gia' esiste''. In quanto alla sicurezza di
una centrale nucleare Moore non ha dubbi e dice: ''Sarei pronto
anche a viverci dentro, e' il posto piu' sicuro al mondo e
addirittura da uno studio sui 54.000 adetti americani emerge che
hanno meno malattie e sono in miglior buona salute. I rischi di
una centrale sono piccolissimi, non sono nemmeno misurabili''.
E quando si pensa alle scorie, osserva, ''non sono uguali a
quelle del cartone animato dei Simpson, non si tratta di un
liquido verde gelatinoso ma di materiale tipo pelletts che
sarebbe meglio conservare in superficie in un deposito da 80
tonnellate'' dal momento che ''con il passare degli anni le
tecnologie potranno aiutare a riutilizzare'' quei rifiuti.
Secondo Moore ''abbiamo bisogno di energia nucleare per il
futuro''. Quanto alla situazione italiana, dice di ''non essere
molto informato sulle procedure di legge'' ma che ''lo diverte
leggere quello che succede rispetto alla richiesta di
partecipazione democratica'' alla decisione di costruzione di
una centrale.
04/03/2010 15:37
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