| (ANSA) - ROMA - La Corte Costituzionale si e'
espressa in materia di concessione di acque pubbliche ponendo
dei limiti alla giurisdizione regionale.
Impugnando la legge regionale campana, l'Alta Corte ha infatti
confermato il dettato del Dlgs 152/2006, che stabilisce in
trent'anni la durata massima delle concessioni di derivazione.
La corte si e' dunque pronunciata contro la legge regionale
della Campania 8/2008 che fissava invece una durata di cinquanta
anni per le concessioni perpetue gia' in esercizio al momento
della sua approvazione.
Secondo la Corte infatti va rispettato l'articolo 96 del Dlgs
152/2006, che tramite modifica del Rd 1775/1933 prevede
temporaneita' e limite massimo di durata a tutte le concessioni
di acque pubbliche (minerali e termali comprese), in quanto
sancisce un livello non riducibile di tutela ambientale che va
rispettato su tutto il territorio nazionale. E' infatti
riconosciuto che la materia delle acque minerali e termali
rientra nella competenza regionale residuale, ma secondo la
Consulta, va altrettanto ristabilito il principio che la tutela
ambientale di queste risorse rientra nella competenza esclusiva
statale.
08/02/2010 09:01
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