Ricerca Eucross, gli europei? Gente di mondo

Università Chieti-Pescara coordina studio Ue su sei Paesi

(ANSA) - BRUXELLES, 17 APR - I cittadini europei sono meno 'provinciali' di quanto si pensi: uno su sei ha passato almeno tre mesi della sua vita in un altro Paese europeo. E il 51% ha trascorso una vacanza nell'Ue negli ultimi due anni, il 41% nel caso degli italiani. A scattare una fotografia delle relazioni internazionali di italiani, spagnoli, danesi, tedeschi, britannici e romeni sono i primi dati del progetto Eucross.
    Partito a marzo del 2011 e coordinato dall'Università di Chieti-Pescara, il progetto è finanziato con oltre un milione e settecentomila euro dal settimo programma quadro europeo per la ricerca (www.eucross.eu) e si chiude il prossimo giugno.
    "Quanta Europa c'è nella vita quotidiana dei suoi cittadini? Il progetto cerca di rispondere a questa domanda scoprendo se hanno amicizie all'estero, se hanno vissuto fuori dall'Italia, se consumano prodotti stranieri, specie culturali" racconta Ettore Recchi, docente di sociologia dei fenomeni politici presso l'Università di Chieti e coordinatore di Eucross.
    Dai primi dati raccolti tramite seimila interviste telefoniche emerge che "non sono pochi gli europei e non sono necessariamente i più colti da punto di vista socioeconomico, che conoscono l'Europa e hanno relazioni, anche tramite i social media, al di là dei confini nazionali" afferma Recchi. Al di là delle medie, gli italiani risultano ancora fra i meno "internazionali" rispetto ad altri cittadini Ue.
    Il 73% dei danesi e il 60% dei tedeschi hanno visitato un altro Paese europeo negli ultimi due anni, quasi il doppio di spagnoli (42%), italiani (41%) e romeni (35%).
    Passare oltre tre mesi all'estero è un'esperienza più comune per danesi e romeni rispetto a italiani, britannici, spagnoli e tedeschi. In termini di comunicazione a distanza, gli italiani sono i meno collegati a livello internazionale via telefono, e-mail, skype o social media. Il 32% non ha comunicato con qualcuno che vive in un altro Paese nell'anno precedente all'intervista, contro il 17% dei romeni e il 20% dei britannici.
   

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