Università Teramo guida progetto Ue per tecnologi alimentari

Obiettivo innovare didattica, corsi e-learning, gioco virtuale

(ANSA) - BRUXELLES, 4 APR - Ripensare la formazione universitaria nel campo delle scienze e delle tecnologie alimentari, per renderla più competitiva sul mercato del lavoro: questo uno degli obiettivi del maxi-progetto europeo ISEKI Food 4, guidato dall'Università di Teramo.
    Partito ad ottobre del 2011, ISEKI Food 4 riunisce 89 partner fra università, associazioni ed enti di ricerca da 27 Paesi europei, più tre partner da Stati Uniti, Israele e Brasile. Il progetto (www.iseki-food4.eu), che terminerà il 30 settembre di quest'anno, costa oltre due milioni di euro ed è cofinanziato con 624mila euro dal Lifelong Learning Programme della Commissione Ue (dg Educazione, Giovani e Sport, commissario Ue Androulla Vassiliou).
    L'iniziativa Ue interessa sia gli studenti universitari sia i dottorandi, non più destinati solo a fare ricerca negli atenei, ma ad acquisire una formazione di eccellenza anche per il mondo dell'industria. "Abbiamo raccolto dei questionari indirizzati a università e imprese, evidenziando che oltre alle conoscenze tecnico-scientifiche oggi c'è la necessità di incrementare e migliorare le competenze personali" spiega Paola Pittia, docente della facoltà di Bioscienze all'Università di Teramo e coordinatrice di ISEKI Food 4.
    "Il tecnologo alimentare - racconta Pittia - deve avere capacità critiche, lavorare in gruppo, risolvere un problema in un contesto internazionale, avere un'elasticità mentale che a volte l'approccio didattico tradizionale non riesce a sviluppare".
    Per questo la nuova formazione a cui lavora il progetto Ue ad esempio prevede laboratori di gruppo con casi studio e stages in azienda. Alla fine il progetto Ue raccoglierà tutto il materiale prodotto sulle piattaforme virtuali della Iseki Food association, a disposizione di tutti i partner: corsi di e-learning per laureandi, dottorandi e docenti, più un gioco virtuale che simula le problematiche industriali. Non mancherà anche una collana di libri con documenti di ricerca e materiale didattico. (ANSA)

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