Anac, nomina Tonelli (Tua) inconferibile

Febbo, pasticcio da metodo D'Alfonso costerà ricorsi milionari

(ANSA) - PESCARA, 19 MAR - "Il presidente Tulio Tonelli non poteva e non doveva assolutamente in ogni modo rivestire il ruolo di Presidente della Società Tua perché l'incarico era inconferibile così come sentenzia l'Autorità Nazionale Anticorruzione attraverso la delibera appena"La sua inconferibilità è molto grave - spiega in una nota - in quanto ne consegue la nullità immediata dell'atto di conferimento dell'incarico e del relativo contratto ai sensi dell'art. 17 del d.lgs. n.39/2013. Tonelli praticamente ha rivestito il ruolo di presidente di Tua in maniera abusiva aprendo adesso la strada a svariati ricorsi e contenziosi milionari visto che non poteva firmare e stipulare qualsiasi tipologia di contratti compresi quelli di tipo bancario e finanziario, come sono nulle tutte le decisioni assunte circa la gestione dell'impresa".
   

"Da presidente della Vigilanza - ricorda Febbo - ho denunciato da subito la nomina di Tonelli invitandolo a rimuovere la sua palese incompatibilità. Ricordo come a supporto della mia denuncia politica vi sono anche due pareri inconfutabili che dichiarano l'incompatibilità di Tonelli: il primo è a firma dell'avvocato Stefania Valeri, dirigente del servizio Avvocatura Regionale che l'11 settembre, in una nota inviata alla Procura della Repubblica del Tribunale di Chieti, alla Procura Regionale Corte dei Conti e a tutti i vertici regionali, dove ribadisce come Tonelli si trovi in una 'sussistenza di incompatibilità tra l'incarico di Presidente della società Tua e quello di amministratore unico di una società controllata del Comune di Pescara (ente con popolazione superiore a 15.000 abitanti) cosi come disposto dall'art.13, comma2 del D.lgs n.39/2013'. L'altro documento è a firma del dirigente Pierluigi Venditti, Responsabile dell'anticorruzione (Anac interna a Tua)".

"Pareri - sottolinea Febbo - mai accolti dal Presidente D'Alfonso e da Tonelli che scientemente ed ostinatamente hanno ignorato le leggi e regolamenti vigenti incorrendo in un abuso senza precedenti ed ora vista la conclamata inconferibilità si apre la strada a gravi e pesanti contenziosi penali e contabili. Infatti nella delibera dell'Anac si legge come il procedimento deve essere avviato nei confronti di tutti coloro (D'Alfonso in primis) che, alla data del conferimento dell'incarico, erano componenti dell'organo conferente e quindi anche nei confronti di chi nel precedente Governo regionale si è preso l'onere di nominare Tonelli". "È del tutto evidente - conclude Febbo - che siamo di fronte all'ennesimo e grave pasticcio amministrativo creato esclusivamente dal metodo adottato da D'Alfonso in questi anni in regione Abruzzo ed i suoi effetti negativi pagheremo nei prossimi mesi. Ora però da Tonelli e compagni mi aspetto le scuse, che avevo già chiesto da mesi". 

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