Prefetto Pescara, Rigopiano ferita cuore

Provolo incontra stampa per saluto, non ci sono verità nascoste

(ANSA) - PESCARA, 9 NOV - "La ferita non si è chiusa, nel modo più assoluto. La ferita della tragedia di Rigopiano rimarrà nel mio cuore". Così il prefetto di Pescara, Francesco Provolo, rispondendo ai giornalisti in un incontro informale di saluto (presenti Presenti ANSA, Rai Tgr Abruzzo, il Centro, Il Messaggero e Rete8) prima di lasciare Pescara per un incarico a Roma, dal 20 novembre prossimo, come direttore dell'Ufficio centrale ispettivo presso il dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile. "Non ci sono verità nascoste, bisogna soltanto tirarle fuori", afferma il prefetto parlando di Rigopiano dove hanno perso la vita 29 persone il 18 gennaio scorso. E, sull'incontro con il Comitato familiari vittime: "Ho detto che è normale che non capiscano cosa sia successo, è normale che vogliono essere chiamati a capire veramente cosa sia successo a Ripogiano, è un loro diritto. Ho detto 'non vi preoccupate della figura del prefetto. Se ritenete parlate di me in modo che ritenete più opportuno, non mi offendo'. È importante che arrivino alla verità".
"Le cose - tiene a sottolineare il prefetto di Pescara - sono state fatte alla luce del sole, ci sono carte che parlano, ci sono dichiarazioni, c'è un'attività in corso che è in mano alla magistratura. Non ci sono verità nascoste". Provolo non si sottrae alla domanda su presunti legami tra il suo trasferimento e la tragedia di Rigopiano: "Non so se sono stato trasferito per questo motivo. Non ho elementi ma non posso dire che chi la pensa così sia fuori dal seminato. Posso dire che il trasferimento non è avvenuto all'improvviso. Sono quasi due anni che sono a Pescara. I fatti sono avvenuti dieci mesi fa. Il trasferimento sarebbe avvenuto già prima". "Ora - auspica il prefetto - a Pescara c'è bisogno di ordinarietà. La tragedia di Rigopiano è frutto di una tempesta perfetta e di coincidenze che un regista con tutti quegli elementi non sarebbe stato così bravo da riuscire a realizzare tanto". Il prefetto ha ripercorso i momenti salienti di quel 18 gennaio: la riunione la mattina, le tre scosse ("ho avuto la forza di rimanere freddo e seduto"), l'istituzione di una zona avanzata a Penne, le richieste di aiuto che arrivavano di tutti i tipi, la riunione dalle 15 alle 18 su tutto il fronte del blackout. Poi "ha deciso la tempesta perfetta". "Forse - conclude Provolo ribadendo quanto già detto in altre occasioni - in tutti gli Enti, chi risponde al telefono deve avere una sua professionalità. Poi c'è il gruppo che deve accertare i fatti e valutare la tipologia delle richieste stabilendo la priorità". Dal 20 novembre prossimo il nuovo prefetto di Pescara sarà Gerardina Basilicata, che ha svolto l'incarico di direttore centrale per gli Affari generali presso il dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile.   

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