• Brucia da sette giorni il monte Morrone nel parco della Majella

Brucia da sette giorni il monte Morrone nel parco della Majella

Prosegue azione congiunta Alpini, Vvf, volontari e mezzi aerei

Non accenna a fermarsi l'incendio sul monte Morrone, divampato sabato scorso. Avanza nuovamente il fronte sul versante sulmonese dove le fiamme sono arrivate a lambire, in località Vicenne, l'eremo di San Pietro (o anche di Santa Croce) a 1379 metri di quota. Il fuoco ha aggredito la pineta sottostante. Sul versante pescarese la situazione sembra sotto controllo, anche grazie all'azione congiunta di Alpini, Vigili del fuoco e di un centinaio di volontari, coadiuvati dai mezzi aerei. Oltre al danno ambientale c'è anche quello economico per la Regione Abruzzo, considerando che il costo per l'utilizzo di un Canadair è tra i 15 e i 20mila euro l'ora, 8mila euro per gli elicotteri. Intanto da Pratola Peligna (L'Aquila) è partita l'operazione di ripulitura da legname secco per creare un fronte di sbarramento al fuoco, come richiesto ieri dal sindaco Antonella Di Nino e oggi autorizzato dal Parco nazionale della Majella.

 

Senza trascurare il valore simbolico che ha per gli abruzzesi questa montagna dove visse Pietro Angelerio prima di salire al soglio pontificio come Celestino V. "Ci sono 900 ettari di territorio boschivo presi di mira da mani scellerate che sembra abbiano progettato i luoghi dove accendere, concependoli irraggiungibili" ha detto ieri il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, dopo una riunione al Coc di Sulmona alla quale hanno partecipato anche il capo dipartimento Vigili del Fuoco, prefetto Bruno Frattasi, e il procuratore capo di Sulmona, Giuseppe Bellelli, che segue l'inchiesta sui roghi. Dal vertice è emerso che sarà il prefetto dell'Aquila, Giuseppe Linardi, a coordinare gli interventi straordinari interforze tra Vigili del Fuoco, Esercito, Carabinieri Forestali, Polizia, Protezione civile e volontari, insieme ai direttori delle operazioni di spegnimento (Dos). 

 Insieme alle fiamme non si placano le polemiche per i ritardi negli interventi, addebitati all'aver sottostimato la gravità dell'evento e alla scarsità di uomini e mezzi, soprattutto dopo l'accorpamento della Forestale nell'Arma dei Carabinieri. "L'abrogazione del Corpo Forestale ha di fatto reso inefficiente una macchina che prima lo era - afferma il deputato di Fi Fabrizio Di Stefano - I mezzi che prima intervenivano efficientemente oggi sono fermi nei garage e negli hangar".

"Stiamo assistendo impotenti a un autentico fallimento del sistema di tutela anche preventivo del patrimonio naturalistico esistente in Abruzzo" dichiarava ieri Massimo Carugno della segreteria nazionale Psi. E il Forum H2O ricorda a giugno "il durissimo atto d'accusa dell'allora capo della Protezione Civile Curcio sull'impreparazione di diverse regioni, tra cui l'Abruzzo, sul rischio incendi". Per il direttore del Parco della Majella, Oremo Di Nino, l'incendio del Morrone è "un grave danno alla biodiversità del Parco, in uno dei settori più belli e di pregio. Un vero e proprio attacco alle politiche di conservazione, danni che saranno visibili per anni". Intanto a Sulmona si controlla la qualità dell'aria, con le centraline di monitoraggio dell'Arta che hanno già rilevato un innalzamento della concentrazione di alcuni inquinanti.

   

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