Arte e impresa, con 'Aria' l'Abruzzo è doc

A Torino Di Sangro identità e sviluppo. L'esempio Soalca e Anxxa

(ANSA) - TORINO DI SANGRO (CHIETI), 19 MAR - Uscire dagli stereotipi che la letteratura ha cucito sulla pelle dell'Abruzzo e ritrovare l'identità storica e naturale della regione. Questa la 'ricetta' per lo sviluppo del territorio spiegata da studiosi e abbracciata dalle imprese che investono nella loro regione.
A fare il punto la Fondazione Aria che ha riunito a Villa Estea di Torino Di Sangro (Chieti) esperti e aziende per il primo degli incontri del ciclo #EventiAria. Al centro dell' incontro il binomio economia e arte. A discuterne lo storico Costantino Felice, il naturalista e paesaggista Aurelio Manzi, Gilberto Candeloro per il gruppo Anxxa e Francesco Iubatti per il gruppo Soalca. A valorizzare l'evento le performance del soprano Linda Ferrari e del maestro Antonio De Angelis.

"L'originalità della Fondazione è fatta di professionisti che investono in arte e nel territorio. Arte - spiega il presidente Alessandro Di Loreto - come bene comune, identità e neoumanesimo industriale". Tra i progetti per il 2017 la Fondazione Aria ha messo in programma Stills of Peace, paesaggi in musica, cento miglia in bike.

"Per capire l'identità dell' Abruzzo - sottolinea Costantino Felice - dobbiamo chiederci cos'è l'Abruzzo oggi e come è diventato ciò che è, e quindi dobbiamo rispondere a tre domane: c'è un'identità dell'Abruzzo? Esiste un modello di sviluppo abruzzese? C'è una abruzzesità?". In merito allo stereotipo classico dell'abruzzese 'Forte e Gentile', lo storico mette in evidenza che "in Abruzzo c'è stata una sovrapposizione di letteratura e antropologia (es. D'Annunzio, Croce, Silone). Conosciamo l'Abruzzo attraverso ciò che hanno detto i letterati e non gli storici". Un esempio su tutti il Fucino: "L'epicentro della riforma agraria in Italia è stato il Fucino, l'opposto di quello descritto da Silone".

Un'identità che necessariamente passa per l'ambiente. "L' ambiente - dice Aurelio Manzi - ha influenzato la storia della regione e ha creato opportunità". L'Abruzzo, ricorda Manzi, "è stata una delle prime regioni ad allevare bachi da seta".

Al fianco degli esperti due aziende abruzzesi.

Gilberto Candeloro (gruppo Anxxa) secondo il quale "dove c'è arte c'è economia. La nostra piccola regione - dice Candeloro - rappresenta il 2% del Pil del Paese, il problema è che siamo molto più bravi a fare che a raccontare, un esempio è Corradino D'Ascanio, colui che disegnò la Vespa. Come possiamo transitare questa regione verso un futuro meno incerto? Grazie alla coerenza. L'Abruzzo è una delle regioni che ha più alta densità manifatturiera in Europa. Dobbiamo promuoverci in questo mercato globale trovando elementi che ci rendano riconoscibili". Ma, secondo Candeloro, l'Abruzzo soffre di una "tragica mancanza di servizi avanzati".

Gli fa eco Francesco Iubatti (Soalca): "Fare impresa in Abruzzo è oggi una grandissima opportunità. Rapportandomi quotidianamente con i principali players internazionali nel campo dell'agroalimentare poso affermare che chiunque assaggia l'Abruzzo ne rimane affascinato. Oggi essere imprenditore è diverso dal passato. L'ultima persona assunta in azienda è un ingegnere nutrizionista. La sfida che vogliamo portare avanti è di costruire un'identità enogastronomica abruzzese. Per quanto riguarda il mio ambito di azione, dal momento che il più grande produttore di arrosticini non è abruzzese, anche se si tratta di un prodotto tipicamente nostro, la soluzione potrebbe essere aggredire i mercati più redditizi attraverso la costruzione di un consorzio di produttori di arrosticini. Altro obiettivo è incrementare il biologico che attualmente è maggiormente prodotto all'estero".

All'incontro organizzato dalla Fondazione Aria hanno portato i saluti il sindaco di Torino Di Sangro, Silvana Priori, e Rita El Khayat, Ambasciatrice per l'Abruzzo dei Giochi del Mediterraneo, prima donna psichiatra del Maghreb, candidata la premio Nobel per la pace nel 2008. "Credo molto nella rinascita dell'Abruzzo - dice Rita El Khayat - dopo le tragedie che l' hanno colpito negli ultimi tempi, attraverso il binomio cultura e impresa".

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