Sisma L'Aquila, la colpa non fu mancato allarme ma negligenza

Como, tentativi in atto non sono equivoco ma disinformazione

Il Procuratore Generale della Corte d'Appello ha chiesto, al termine della prima udienza del processo di Appello alla Commissione Grandi Rischi, sul sisma dell'Aquila, la conferma della pena del primo grado, di sei anni di reclusione per i sette componenti della Commissione condannati per omicidio colposo e lesioni colpose.

COMO, NON E' PROCESSO A SCIENZA MA A NEGLIGENZA - I "tentativi ancora in atto" di voler considerare quello alla Commissione Grandi Rischi un processo alla scienza non sono "un equivoco", ma ''disinformazione, con la quale si accusa l'ambiente di aver messo sotto processo gli scienziati''. Così in Appello all'Aquila il procuratore generale Romolo Como. ''La colpa non attiene al mancato allarme ma alla errata, inidonea, superficiale analisi del rischio e di una carente e forviante informazione che ha fatto mutare i comportamenti degli aquilani di attuare le tradizionali misure dopo scosse forti. La colpa generica è la negligenza e l'imprudenza nel fare quella valutazione". Lo ha sostenuto il procuratore generale dell'Aquila Romolo Como nel suo intervento in Appello. ''Sottolineo - ha proseguito Como - che si cerca di far rientrare dalla finestra quello che si è messo fuori dalla porta e cioè il voler presentare espressamente che si è trattato di un processo alla scienza. Ma non è così''. Secondo il Pg, "la sentenza non è fondata su una ipotesi di colpa incentrata sulla previsione del terremoti, non è così perché non è possibile prevedere. Ribadisco la imprevedibilità del terremoto". Como ha sottolineato anche che sulla vicenda "sono stati dettati fiumi di inchiostro, buttate al vento milioni di parole non sempre a proposito, vorrei cercare di cogliere il nocciolo della questione sulla quale dobbiamo dibattere e che rischia di sfumare nelle molte pagine dei motivi di impugnazione".

STUDENTI LICEO ASSISTONO AD UDIENZA - Oltre ai familiari delle vittime al processo d'appello alla Commissione Grandi Rischi stanno assistendo studenti del liceo Scienze Umane "Cotugno" dell'Aquila. In particolare in una sala attigua a quella del processo nella quale l'udienza viene trasmessa in diretta video ed audio sono presenti gli studenti della terza F accompagnati dalla professoressa Anna Lucia Bonanni, storica componente dei comitati cittadini che da anni sono in prima linea per una ricostruzione condivisa con il territorio. Gli studenti assisteranno per l'intera mattinata all'udienza. "Per i ragazzi è un'esperienza molto importante sotto varie sfaccettature - ha spiegato la Bonanni che è stata candidata alle elezioni Europee con lista Tsipras - Innanzitutto gli studenti che studiano diritto possono rendersi conto di come funziona un processo. I ragazzi studiano anche antropologia e sociologia e questo processo offre spunti anche in tale senso. Poi, non ultimo - ha continuato - i ragazzi sono aquilani e devono essere consapevoli della loro storia legata ad una vicenda che ha cambiato la loro vita molto più di quanto pensino. Tra i significati migliori di questa esperienza educativa - ha concluso - c'è anche la solidarietà ai parenti delle vittime che stanno affrontando un processo molto delicato".

DIFENSORE EVA, MAI FATTE RASSICURAZIONI

"Il mio assistito non ha fatto dichiarazioni rassicuratorie tutt'altro". Cosi' l'avvocato Alfredo Biondi, difensore di Claudio Eva, uno dei sette componenti della commissione grandi rischi condannati in primo grado a sei anni per per omicidio colposo e lesioni colpose, prima dell'udienza del processo di appello che si aprira' stamani all'Aquila.

Il pensiero di Biondi e' in sintesi la posizione dei difensori dei sette esperti che parlano di sentenza ingiusta dopo la condanna di sette anni per aver dato false rassicurazioni agli aquilani al termine della riunione della commissione grandi rischi che si e' tenuta all'Aquila il 31 marzo 2009, cinque giorni prima del terremoto che ha causato 309 morti. Per giornalisti, fotografi e operatori non sara' possibile accedere alla sala dell'udienza: sono stati sistemati nella sala attigua dove ci sara' la diretta audio e video.

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