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Siria: l'Ue lavora a nuove sanzioni

Ashton: e' arrivato il momento di parlare con una sola voce

06 febbraio, 18:38
Un dimostrante palestinese protesta contro il regime del presidente siriano Assad di fronte alla Porta di Damasco nella Città Vecchia di Gerusalemme, Israele. Un dimostrante palestinese protesta contro il regime del presidente siriano Assad di fronte alla Porta di Damasco nella Città Vecchia di Gerusalemme, Israele.

BRUXELLES - Di fronte all'escalation di violenza in Siria, l'Unione europea chiede ancora una volta al presidente Assad di fermare ''immediatamente'' l'uccisione dei civili, di ritirare l'esercito siriano dall'assedio a citta' e di rassegnare le proprie dimissioni per aprire la strada a una transizione pacifica.

 

La Ue, che ha gia' adottato numerose tranche di sanzioni contro il regime di Damasco, sta lavorando a nuove misure restrittive e sta anche preparando - riferiscono fonti - azioni di sostegno dell'opposizione siriana.

 

Ma a questo punto l'Unione europea ritiene che e' l'Onu che dovrebbe fare la sua parte: ''E' giunto il momento di parlare con una sola voce'', ha ammonito l'alto rappresentante della Ue Catherine Ashton, che ha espresso forte rammarico per il veto russo-cinese al Consiglio di sicurezza dell'Onu. I 27 continuano a sostenere gli sforzi della Lega araba e chiedono alle Nazioni Unite di assumersi la propria responsabilita'.

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